Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere: un arresto nel clan Pezzella

Svolta nelle indagini per l'omicidio di Vincenzo Pellino, il cui cadavere non è ancora stato ritrovato a distanza di più di 5 mesi dalla scomparsa

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, a Frattamaggiore, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un 34enne contiguo al clan camorristico “Pezzella”, operante a Cardito e comuni limitrofi, ritenuto gravemente indiziato di omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, reati aggravati dalle modalità mafiose e finalizzato ad accrescere il prestigio del predetto sodalizio criminale.

Regolamento di conti

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea e condotta dal citato Nucleo Investigativo, è stata avviata il 14 febbraio scorso, quando la moglie di Vincenzo Pellino 44enne, già affiliato al  clan, presso la Stazione dei Carabinieri di Frattamaggiore denunciava la scomparsa di quest’ultimo.

Le investigazioni, che hanno visto i militari impegnati in indagini tradizionali e di tipo tecnico, hanno consentito di documentare che: – l’omicidio di Vincenzo Pellino è stato eseguito con le modalità della lupara bianca. Per tale grave fatto delittuoso risultano acquisiti gravissimi indizi a carico dell’odierno indagato che ha agito, unitamente ad altro soggetto allo stato non identificato, mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco ed il successivo occultamento del cadavere (ad oggi non ancora rinvenuto). Il 13 febbraio Pellino aveva incontrato l’indagato nei pressi di un esercizio commerciale di Frattamaggiore e i due si erano allontanati a bordo dell’auto dell’arrestato. Da quel momento nessuno ha più visto Pellino, salvo poi scoprire che è rimasto vittima di omicidio. I motivi dell'assassinio sono da ascrivere ad un’epurazione interna al clan in questione.

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