Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Femminicidio per gelosia, il dramma nel parcheggio del supermarket. Grave un 46enne

Si è chiarita la dinamica di quanto accaduto ieri a Somma Vesuviana, episodio culminato con la morte di Vincenza Tortora, 63 anni, uccisa dal marito 70enne Francesco Nunziata

Vincenza Tortora e Francesco Nunziata. Sullo sfondo il parcheggio del supermarket (Ansa)

Vincenza Tortora è stata uccisa per gelosia. Emergono nuovi dettagli sul drammatico episodio avvenuto ieri mattina a Somma Vesuviana, dove nel parcheggio di un supermercato (in via Marigliano) la donna è stata accoltellata a morte dal marito, il 70enne Francesco Nunziata. Nunziata, titolare di una catena di supermarket, è reo confesso. Ha anche ferito gravemente un fornitore del punto vendita, di 46 anni, che sospettava avesse una relazione con lei.

Secondo alcune testimonianze, marito e moglie poco prima avevano avuto una violenta lite. Richiamati dalle urla dipendenti e clienti sono usciti dal supermercato. Nunziata era già scappato, mentre la donna (63) era già morta. Il 46enne inizialmente sembrava in buone condizioni, poi gli approfondimenti all'ospedale di Nola hanno dato un quadro clinico serio. È attualmente ricoverato in prognosi riservata.

Il 70enne autore dell'aggressione alcune ore dopo l'accaduto è andato a costituirsi nella caserma dei carabinieri di Ottaviano. È accusato di omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d'arma.

Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuana, ha definito la comunità sommese "profondamente indignata e scossa" dalla vicenda. ''La società deve contrastare qualsiasi forma di violenza - ha detto Di Sarno - con fermezza lanciamo gli hashtag #noallaviolenza #siallavita. Saremo al fianco di tutte le donne, di tutti i minori e di tutte le persone che subiscono violenze, aggressioni. Poi ci recheremo in Piazza Vittorio Emanuele III e ci posizioneremo al fianco della panchina rossa dove è stata allestita dall'Associazione Eva - ProEva una cassetta postale per la deposizione di richieste di aiuto anonime e denunce anonime. Non si parlerà perché il silenzio rappresenterà il nostro dolore, la nostra meditazione".

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