Omicidio Veropalumbo: il pm chiede l'archiviazione

Non basterebbero le prove raccolte sui tre minorenni imparentati con i Gionta e indagati per il delitto

Non ci sarebbero abbastanza prove per sostenere l'accusa in un processo. Nonostante siano stati fatti passi avanti importanti, e per riuscirci siano stati necessari 12 anni, la procura per i minorenni di Napoli è decisa a chiedere l'archiviazione del fascicolo sulla morte di Giuseppe Veropalumbo, il giovane meccanico ucciso nella notte di capodanno 2008 a Torre Annunziata da un proiettile vagante. Le ultime risultanze investigative erano riuscite ad arrivare a scoprire anche il possibile movente che armò la mano di tre minorenni imparentati con membri del clan Gionta.

Le rivelazioni del pentito 

A svelarla è stato il pentito del clan Gionta Michele Palumbo che ha spiegato che si trattò di una stesa per punire gli abitanti del palazzo dove viveva Giuseppe con la moglie Carmela Sermino e la loro bimba piccola. La loro colpa era stata dare le chiavi del terrazzo del grattacielo durante un blitz delle forze dell'ordine che portò poi all'arresto del padre di uno dei tre. Per questo motivo venne organizzato il raid che portò all'uccisione di Veropalumbo. Per il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta al momento non ci sono i riscontri necessari e adesso toccherà al Gip decidere se archiviare od ordinare un supplemento d'indagine.

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