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Venerdì, 14 Giugno 2024
Il processo

Impagnatiello: “Ho simulato in carcere le 37 coltellate. È una cifra spaventosa”

L'imputato ha parlato ancora durante il processo per l'omicidio di Giulia Tramontano

“Ricordo che quando ho saputo in carcere delle 37 coltellate la cosa che feci immediatamente davanti alla TV fu mimare il gesto della mani per 37 volte e dissi ‘c’è un errore’. È una cifra spaventosa, soffocante”. Così nell’aula della corte d’assise di Milano Alessandro Impagnatiello, il 31enne imputato di omicidio volontario pluriaggravato, occultamento di cadavere e procurato aborto per aver ucciso la compagna Giulia Tramontano con 37 coltellate la sera del 27 maggio 2023 nella loro abitazione di Senago. Impagnatiello sta rispondendo alle richieste di precisazione della pm Alessia Menegazzo che gli chiede coma mai durante l’interrogatorio davanti ai carabinieri di Senago la notte fra il 31 maggio e l’1 giugno e due giorni alla gip di Milano Laur Angela Minerva aveva parlato di “tre fendenti”. “Credo che avrei potuto dire qualsiasi numero, anche mille, non lo so dire perché ho detto tre”, ha risposto.

“Non posso tornare indietro e se potessi fare qualsiasi cosa, questa unica fetta del mio passato è così totalmente distanziata come se non fossi stato io ma una persona che aveva il mio nome e il mio corpo. Porto avanti meccanicamente la mia esistenza più che la mia vita” ha detto alla corte d’assise presieduta dalla giudice Antonella Bertoja parlando di uno “sfogo personale che forse non ha senso” ha proseguito Impagnatiello. “Ho un’unica possibilità di redenzione in questa esistenza e cercherò in tutti i modi di restituire i debiti che ho con il mondo”. 

“Forse il primo vero contatto con la realtà quando andai dai carabinieri il giorno dopo. Mi sentivo di scappare da quel mostro che era appena uscito in me” ha risposto alla pm Alessia Menegazzo che gli ha chiesto come mai sin dai minuti successivi e la domenica avesse simulato che Tramontano fosse ancora in vita inviando messaggi dal suo cellulare. “Stavo tentando una via di fuga che però non c’era - ha risposto il 31enne -. Gli spostamenti che ho fatto nei giorni successivi, anche del corpo di Giulia, sono disordinati e confusionali, senza una logica. Cercavo una via di fuga che sapevo non esserci se non per un giorno, due giorni, una settimana. Dalla scoperta della gravidanza di Giulia Tramontano è “come se nella mia testa fosse passato di rallentare la strada, sarei stato a casa e avrei lavorato solo in orario diurno, avrei dovuto rifiutare la mia promozione” ha poi concluso.

In tre giorni troviamo oltre 500 messaggi, foto e video inviati”. Ha spiegato invece la pm di Milano, Alessia Menegazzo, nell’aula della Corte d'Assise dove si celebra il processo ad Alessandro Impagnatiello per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano ha smentito il 31enne che aveva appena riferito di non aver “sentito” l’altra ragazza con cui intratteneva una relazione durante la vacanza a Ibiza con la compagna a metà aprile 2023 e di aver voluto “staccare” da lei “anche proprio a livello fisico e visivo” come già fatto “in passato”. “In quei mesi mi stava disturbando in un certo senso”, ha riferito l’ex barman. “È sicuro di quello che afferma”, gli ha chiesto la pm sulla base della copia forense dei dispositivi, stampando e depositando gli oltre 500 messaggi inviati in quei giorni. “Era solamente un rispondere ai suoi precedenti 10-20 messaggi - ha detto - era una cosa minuscola rispetto agli standard che avevamo”. 

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