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Omicidio San Giovanni, i cittadini: "Abbiamo paura. Ci hanno abbandonati"

 

Il giorno dopo l'omicidio di San Giovanni a Teduccio è il giorno della paura. Le strade del Rione Villa sono deserte, in piazza Capri, davanti alla chiesa non ci sono i soliti ragazzi che giocano. La faida tra i clan Rinaldi e Mazzarella obbliga la parte sana dei cittadini a chiudersi in casa. "Abbiamo paura - dice una donna - accompagni tuo figlio a scuola e ti ritrovi in mezzo a una sparatoria. Io la strada dove c'è stato l'omicidio la percorro tutti i giorni".

Eppure, il quartiere se lo aspettava. Dopo un anno in cui si sono registrate stese quasi tutte le settimane, il morto era, forse, la più logica delle conseguenze: "Non siamo sorpresi - afferma Giuseppe Ruocco dell'Associazione studenti contro la camorra - E adesso ci aspettiamo anche la risposta da parte dei rivali. Le faide finiscono solo quando uno dei clan vince". 

A fare scalpore, il fatto che l'omicidio sia avvenuto a venti metri dall'ingresso di una scuola materna: "Significa violare una di quelle poche zone sicure che c'erano in questo quartiere - spiega Pasquale Leone, referente di Libera sul territorio e della Rete Zeta - Oggi, dopo il morto, ho visto posti di blocco. Eppure, noi chiediamo più controlli da tempo". In effetti, il giorno dopo l'omicidio il rione è pattugliato da quattro volanti. La preoccupazione è che, passati pochi giorni, le vetture della polizia facciano ritorno al centro di Napoli. 

La risposta delle istituzioni, a qualsiasi livello, non è all'altezza di quanto accade nella periferia Est. I cittadini non si sentono al sicuro: "Ci sentiamo abbandonati - denuncia una residente del Rione Villa - Vorremmo qualche pattuglia in più, qualche carabiniere in più. Ci sono periodi in cui in questo quartiere si spara tutti i giorni". 

Tutte le richieste della rete associativa sono rimaste inascoltate: "Ci è stato negato tutto: incontri in Prefettura, videosorveglianza, presidio dell'esercito - prosegue Leone - Ma se si vive in una situazione d'emergenza la risposta deve essere adeguata. C'è un senso di solitudine che ci attanaglia". Eppure, a San Giovanni proliferano associazioni che ottengono anche ottimi risultati: "E' vero - ammette Giuseppe Ruocco - ci sono tante bellissime realtà. Ma tutto viene vanificato in pochi secondi se un ragazzino, all'uscita di scuola, trova un morto ammazzato per terra". 

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