Ucciso per errore, ricompensa più bassa per i killer: da tremila a 800 euro

Sono quattro misure le cautelari firmate dal gip per mandanti ed esecutori dell'omicidio di Salvatore Barbaro, ucciso perchè aveva l'auto molto simile ad un boss di un clan rivale

Carcere

Salvatore Barbaro, 'o cantante, non doveva morire, perchè il destinatario degli undici colpi mortali sarebbe dovuto essere un boss rivale del clan Ascione-Papale e per tale ragione il sicario ha avuto una paga ben più modesta: dai tremila euro pattuiti si è scesi infatti a 800 euro.

Sette anni dopo l'esecuzione di Barbaro, avvenuta in pieno giorni a pochi passi dagli scavi di Ercolano, le indagini dei carabinieri fanno luce sull'omicidio. Sono difatti quattro misure le cautelari firmate dal gip per mandanti ed esecutori, ritenuti affiliati del clan Ascione-Papale in perenne lotta con il clan Iacomino-Birra.

Grazie alle intercettazioni si è fatta luce sull'assassinio del 29enne che non aveva nulla a che fare con la criminalità organizzata. La sua unica colpa è stata avere un'auto troppo simile a quella di un boss.

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