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Omicidio Ruggiero, trovati altri resti: "Forse c'è la testa"

Per l'atroce omicidio del 25enne sono in carcere l'ex marinaio Ciro Guarente e il presunto complice. In un pozzo nei pressi del garage trovate altri resti umani, decisivo il sopralluogo dell'antropologo forense Cusimano

Il caso dell'omicidio di Vincenzo Ruggiero, il 25enne assassinato tra il 7 e l'8 luglio, potrebbe essere vicino a una importante svolta. Anzitutto, il rinvenimento del cadavere: finora le indagini hanno portato al ritrovamento di alcuni resti mortali (l'assassino Ciro Guarente, in carcere, dopo gli spari avrebbe sezionato il cadavere in un garage di Ponticelli preso in affitto poco prima dell'omicidio).

Questa mattina, però, con l'intervento decisivo dell'antropologo forense incaricato dalla Procura, Maurizio Cusimano, gli inquirenti hanno scoperto ulteriori resti umani - molti frammenti ossei - in un pozzo accanto al garage. Potrebbero essere la testa e il braccio di Vincenzo Ruggiero. L'ipotesi è stata avanzata dal Procuratore di Napoli Nord Francesco Greco. 

Un ritrovamento che, se confermato, consentirebbe alle indagini di procedire ancora più spedite. Lo scheletro di Vincenzo Ruggiero sarà ricomposto e analizzato dai medici forensi per capire quali traumi abbia subito. La Procura presume possa esserci un ulteriore complice: per ora si trova in carcere un 51enne pregiudicato di Ponticelli, sospettato di aver ceduto l'arma a Guarente - una pistola finora mai ritrovata. 

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