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Venerdì, 14 Giugno 2024
L'inchiesta / Pianura / Via Vicinale Sant'Aniello

Omicidio della madre del tiktoker: domani l'indagata davanti al giudice

Udienza di convalida del fermo per Stefania Russolillo, accusata dell'omicidio di Rosa Gigante

Stefania Russolillo comparirà domattina alle 11, dinanzi al giudice Tommaso Perrella, per l'udienza di convalida del fermo disposto dalla procura di Napoli per l'uccisione di Rosa Gigante, la 72enne assassinata in casa a Pianura. Il magistrato deciderà se convalidare il fermo e se disporre una misura cautelare ai danni della 47enne indagata. Sarà anche l'occasione per quest'ultima per rendere per la prima volta dichiarazioni dinanzi al Gip dopo essere stata ascoltata dalla Squadra mobile e dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, Maurizio De Marco.

L'udienza di domani dirà molto sulla strategia difensiva che verrà adottata a fronte delle prime frammentarie rivelazioni fatte dalla donna stessa in sede di interrogatorio. Non è stata ancora fissata, invece, la data dell'autopsia sul corpo della vittima. Al momento gli unici dati che si conoscono sono legati al tentativo di bruciare il corpo. Dati che aprono alcuni interrogativi sul movente del delitto. Una prima ipotesi, oltre quella fatta dagli uomini della Mobile, è stata avanzata dal penalista Hilarry Sedu, legale della famiglia della vittima. Dai primi riscontri fatti dal penalista, un'ipotesi da non sottovalutare sarebbe quella del furto finito nel sangue. Un'ipotesi portata avanti dopo aver ascoltato diverse persone all'interno del condominio dove si è consumato il delitto.

Persone che hanno fornito informazioni concordi e che andavano in quel senso al punto da convincere la Mobile a non escludere del tutto questa possibilità dopo qualche ritrosia iniziale. Un altro elemento raccolto sul campo dal legale della famiglia riguarda la possibilità che ci fosse un'altra persona insieme alla donna nell'appartamento della vittima. In particolare la seconda persona sarebbe intervenuta quando la situazione sarebbe precipitata con la morta dell'anziana. È in quel momento che sarebbe maturata l'idea del rogo del cadavere probabilmente allo scopo di occultare le prove incriminanti o di inscenare un incidente all'interno dell'appartamento.

Un progetto, in questa fase delle indagini si tratta solo di ipotesi che necessitano poi di riscontri, che non poteva essere realizzato solo dalla donna che avrebbe chiesto l'aiuto di una seconda persona. L'identità di questo “aiuto” è tutta da verificare. Tutti elementi che verranno valutati domattina dal magistrato che segnerà il primo punto della vicenda giudiziaria con la sua ordinanza. Nel frattempo gli uomini della Mobile sono al lavoro per chiarire quanti più punti oscuri di questa vicenda di violenza.

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