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Scena dell'omicidio

Scena dell'omicidio

Bruciato vivo dal rivale in amore, parla la compagna: "Mi aveva detto di stare bene"

Raffaele Di Matteo ha provato fino all'ultimo a nascondere alla 24enne le sue reali condizioni, poi precipitate fino alla morte

"Mi ha telefonato per tranquillizzarmi dicendomi che solo le mani erano bruciate, non avrei mai immaginato che sarebbe morto": sono le parole della 24enne compagna di Raffaele Di Matteo, l'uomo bruciato vivo ad Acerra - sembrerebbe - da un rivale in amore.

La ragazza è stata raggiunta dal Mattino, che l'ha intervistata. Viveva con la vittima da febbraio dell’anno scorso. Lui di anni ne aveva 52 anni, aveva sette figli di cui sei con la prima moglie e l’ultimo di quattro anni con un'altra donna ancora, sua convivente fino ad un anno e mezzo fa.

È proprio per questa donna che sarebbe nata la lite fatale con il presunto assassino di Raffaele. L'ultima compagna dell'uomo lo aveva sentito per l'ultima volta la sera prima che morisse. Era già stato ferito. Sembrava agitato, ma l'aveva tranquillizzata dicendo che era rimasto ferito solo lievemente alle mani.

L'uomo però era grave, nel reparto ustionati del Cardarelli. Dopo aver chiamato per capire come stesse, e dopo aver ricevuto risposta da uno sconosciuto che le aveva fatto intuire le sue reali condizioni, la 24enne è corsa all'ospedale. Era grave, molto grave.

Prima di morire, alla ragazza ha raccontato che il presunto assassino "gli aveva dato fuoco sull’uscio della sua ex abitazione, e che lui si era messo in auto per raggiungere la clinica dei Fiori". Tra i due una lite forse non chiarita. "Nei giorni corsi Raffaele aveva litigato con il fratello – prosegue la ragazza intervistata – ma io ero tranquilla perché mi aveva riferito che tutto era stato chiarito".

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