Omicidio Perinelli, attesa per la sentenza di primo grado

Il pronunciamento della corte è previsto per la mattina del 28 giugno. Il pm ha chiesto 30 anni di pena per l'assassino, reo confesso, Alfredo Galasso. L'accusa è di omicidio volontario per futili motivi

Poche ore e la Giustizia italiana si pronuncerà sull'omicidio di Raffaele Perinelli. E' attesa per domani mattina, 28 giugno, la sentenza di primo grado, con la richiesta di 30 anni per il reo confesso Alfredo Galasso da parte del pm. Il processo si è celebrato con rito abbreviato, ma l'accusa per Galasso resta gravissima: omicidio volontario per futili motivi. 

Lello Perinelli, 21 anni, è morto l'8 ottobre 2018, accoltellato al cuore dall'omicida, 31 anni, per una lite di otto giorni prima. I due facevano parte dello stsso gruppo di amici e, durante una serata, erano venuti alle mani per una banale lite. Secondo quanto ricostruito dal processo, da quel giorno e per i successivi otto, Galasso è uscito di casa con un coltello dalla grande lama, mai ritrovato. Quando i due si sono reincontrati sono volate di nuovo parole grosse, Galasso ha estratto il coltello e ha ferito mortalmente Perinelli. 

(L'intervista a Lina Porzio, madre di Raffaele Perinelli, dopo la richiesta di 30 anni per l'assassino)

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Il ragazzo di 31 anni, che ha ammesso l'omicidio 24 ore dopo, si giustificando asserendo di avere avuto paura per la sua incolumità. Un difesa che non ha colpito il pubblico ministero, che punta al massimo della pena. La famiglia di Lello, con la madre Lina in testa, ha sempre sostenuto la premeditazione del gesto di Galasso. Perinelli è stato descritto da familiari, amici e docenti come un ragazzo tutto lavoro e pallone. Giocava per una squadra di dilettanti ed era impiegato in una ditta di pulizie.

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 La sentenza aggiungerà un altro tassello a questa orribile storia. Un tassello che, probailmente, non sarà ancora l'ultimo. 

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