Omicidio del neomelodico Salvio Barbaro: il Comune parte civile

L'ente di corso Resina chiederà un risarcimento per danno d'immagine nel processo ai ras del clan Ascione-Papale

Si costituirà parte civile nel processo per l'omicidio del neomelodico Salvio Barbaro, vittima innocente di camorra. È la decisione presa dal Comune di Ercolano che lo ha messo nero su bianco con una delibera di giunta proposta dall'assessore agli Affari legali, Lucio Perone. Dopo il “via libera” del consiglio comunale, l'ente di corso Resina chiederà un risarcimento per danno d'immagine nel corso del processo dinanzi al Gip del tribunale di Napoli, Rosa De Ruggiero. Il legale del Comune interverrà nel corso del processo ai danni dei quattro ras del clan Ascione-Papale imputati per l'omicidio del 2009. Il giovane Salvatore Barbaro, conosciuto come Salvio, venne ucciso per sbaglio a seguito di uno scambio di persona. Non era lui l'obiettivo del raid e non aveva alcun collegamento con gli ambienti criminali.

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Per quel delitto alla sbarra ci sono Natale Dantese, Antonio Sannino, Pasquale Spronello e Vincenzo Spagnuolo. Nei loro confronti venne accolta la richiesta della procura di Napoli di disporre il giudizio immediato. Il primo è detenuto al 41bis ed insieme ai componenti del gruppo di fuoco è ritenuto dagli inquirenti come uno degli attori della guerra di camorra che in quel periodo insanguinava le strade della città ercolanese. In questa scia di sangue rimase coinvolto anche Salvatore Barbaro, giovane musicista del posto. Il 13 novembre 2009 era a bordo della sua Suzuki Swift grigia quando venne raggiunto a via del Mare da un commando di killer a bordo di una moto. I sicari lo freddarono con dieci colpi di pistola calibro 9. Il giovane morì poco dopo nel tentativo di lasciare l'auto, probabilmente dello stesso tipo di quella in possesso del reale obiettivo del clan. 

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