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Omicidio Miano, l'ex datore di lavoro: "Volevo togliere Alessandro dalla strada"

Il ristoratore Pino Bozza racconta l'incontro con il giovane di 28 anni, vittima di un agguato: "Nel 2017, dopo un arresto per rapina, gli chiesi di lavorare con me. Era bravo, ma dopo un anno decise di andare via. Ho sbagliato, non dovevo lasciarlo andare"

 

C'era chi aveva provato a togliere dalla strada Alessandro Riso, il 28enne vittima di un agguato di camorra a Miano. "Sono un amico del padre - racconta il ristoratore Pino Bozza, titolare della trattoria 'Antonio La Trippa' - e nel 2017, quando il ragazzo era ai domiciliari per una rapina, gli chiesi di lavorare con me. Accettò subito, era anche molto bravo, un talento. Ogni tanto combinava qualche guaio, ma aveva un animo buono e mi sono affezionato a lui come a un figlio".

Il rapporto di lavoro è durato circa un anno e mezzo: "Un giorno - prosegue Bozza - mi disse che sarebbe andato via. Ho pianto quel giorno, perché sapevo che il suo destino era la strada. E non posso neanche dire che aveva cattivi esempi, perché il padre è un onesto netturbino. Quando ho saputo della sua morte mi è caduto il mondo addosso. Ho pensato di aver sbagliato tutto: non avrei mai dovuto lasciarlo andare".  

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