Omicidio Mariarca Mennella, confermati in appello i 20 anni ad Antonio Ascione

Triplicati i risarcimenti per i familiari della vittima

Mariarca Mennella

Omicidio Mennella, confermati i 20 anni di carcere ma triplicati i risarcimenti per i familiari della vittima, tra cui i due figli minori. Dopo più di tre ore di camera di consiglio, la prima corte penale della Corte d’Assise d’Appello di Venezia ha pronunciato la sentenza d’appello nei confronti di Antonio Ascione, il pizzaiolo di Torre del Greco che il 23 luglio 2017 uccise l’ex moglie Maria Archetta Mennella, pure lei torrese di 38 anni, nella casa di Musile di Piave, nel veneziano, dove la donna si era trasferita e si stava ricostruendo una vita con i due figli dopo la separazione.

I giudici hanno mantenuto nella sua interezza l’impianto della sentenza di primo grado del 4 ottobre 2018. Confermati sia gli episodi delle minacce aggravate con il coltello nei confronti della donna, verificatisi pochi giorni prima del crimine, sia, soprattutto, l’aggravante della minorata difesa della vittima .

La sentenza di primo grado è stata invece completamente riformata agli effetti della responsabilità civile essendo stato accolto in toto l’appello proposto dalle parti civili rappresentate dall’Avv. del Foro di Padova prof. Alberto Berardi, con la collaborazione di Studio3A-Valore S.p.A.. La Corte d’Appello ha infatti triplicato le provvisionali immediatamente esecutive stabilite in origine, stabilendo un risarcimento di 150mila euro (contro 50mila) per i due figli della coppia, di 100mila euro (contro 30mila) per la mamma di Maria Archetta Mennella e di 60mila euro (contro 20mila) per le sorelle e il fratello.

"Attendo di leggere le motivazioni prima di esprimere i miei commenti - spiega l’avv. Berardi - . Da un lato, comunque, c’è la soddisfazione per l’accoglimento completo del nostro appello: il fatto che siano state più che triplicate le provvisionali è la conferma che la Corte d’Appello ha riconosciuto l’estrema gravità del fatto. Dall’altro lato, posso comprendere l’amarezza dei nostri assistiti per una pena sproporzionata all’entità del crimine, ma purtroppo questo è l’effetto di un’anomalia del sistema a cui infatti adesso il legislatore ha posto rimedio”. Il legale della famiglia Mennella fa riferimento al rito abbreviato che ha consentito all’imputato di beneficare dello sconto di un terzo della pena, che sarebbe stata di trent’anni, e che com’è noto oggi, con la nuova legge, non si può più richiedere per i casi di omicidio aggravato.

"Siamo contenti che almeno non hanno abbassato la pena ad Ascione, perché avevamo timore che potesse ottenere altri sconti", il commento di Assunta Mennella, la sorella di Maria Archetta e tutrice dei suoi due figli.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Giovani in strada fino a tarda notte, da Napoli arriva una soluzione alternativa

  • Riaprono spiagge libere e stabilimenti balneari: l'ordinanza della Regione Campania

  • "Non siamo imbuti, abbiamo perso la felicità. Annullate l'esame di maturità": lo sfogo di una studentessa

  • Covid, focolaio al Cardarelli. Gli infermieri insorgono: "Situazione desolante"

  • Post Coronavirus: le nuove tendenze del mercato immobiliare

  • Coronavirus, i dati a Napoli: nessun nuovo guarito ma tre casi e un decesso in più

Torna su
NapoliToday è in caricamento