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Il funerale del 27enne

Il funerale del 27enne

Omicidio Maikol, il padre: "Vorrei una bacchetta per farlo tornare"

Antonio, genitore del 27enne vittima di un agguato la sera di San Silvestro chiede rispetto. Presidio di "Un Popolo in Cammino" in piazza Calenda: "Verità sulla morte di Maikol"

Mentre si indaga ancora sulle ultime ore di vita di Maikol Giuseppe Russo, il 27enne ucciso in una probabile "stesa" di camorra nel quartiere di Forcella la sera di San Silvestro, è forte il dolore tra gli amici ed i parenti della vittima. In segno di solidarietà nei loro riguardi, in piazza Calenda, anche il presidio di "Un Popolo in Cammino", rete di associazioni, movimenti, collettivi studenteschi, parrocchie e comitati.

"Ho fatto bene il mio lavoro di padre – spiega il genitore della vittima, Antonio – non ho la bacchetta magica per farlo tornare indietro". "Ho 50 anni – prosegue – e con una bancarella in questa realtà ho cresciuto bene i miei figli".

"Chiedo rispetto per me, la mia famiglia e mio figlio – afferma – io non so nemmeno se riesco a superare questo momento per il dolore". Sembra intanto prendere piede un'inquietante teoria: che il 27enne sia stato ucciso per la sua somiglianza con quella che poi sarebbe diventata la vittima dell'agguato di martedì scorso a Melito, il 24enne Luigi Di Rupo.

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