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Cronaca

Lucia Caiazza uccisa durante il lockdown: condanna definitiva per Vincenzo Garzia

Il compagno della donna dovrà scontare 16 anni per omicidio preterintenzionale aggravato. La sentenza d'Appello passa in giudicato

Colpevole in via definitiva. La sentenza di Appello sul processo a Vincenzo Garzia (49), l'uomo ritenuto colpevole dell'omicidio preterintenzionale aggravato della compagna, è passata in giudicato. Garzia il 31 maggio 2022 era stato condannato a 16 anni di reclusione.

È stato lui, secondo i giudici, ad aver ucciso la 52enne deceduta il 14 maggio del 2020 nell'ospedale di Frattamaggiore, dove era giunta in condizioni disperate e con un'emorragia interna a causa delle percosse subite.

Lo ha deciso la quinta sezione della Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal legale dell'imputato. Secondo una perizia fu un colpo violento all'addome, sferrato all'altezza della milza, a innescare la catena di eventi che portarono alla morte Lucia.

La donna ha sempre negato le violenze, anche davanti ai medici. Giustificava quei lividi, che le figlie le facevano notare, come conseguenza di una terapia farmacologica. Gli amici della donna, ascoltati nel corso del processo, hanno tutti accusato Garzia.

La lite risultata poi fatale avvenne in casa, durante il lockdown del 2020. Colpi durissimi – un pugno, forse un calcio – che la donna coprì dicendo fossero colpa di una caduta dalle scale. Secondo i consulenti nella perizia consegnata ai giudici causarono una lesione interna con sanguinamento, rimasta silente per giorni.

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