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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca Sant'antimo

Femminicidio Giulia Tramontano, eseguito il fermo del fidanzato: dai parenti della giovane fiori sul luogo del ritrovamento del corpo

Alessandro Impagnatiello è stato trasferito presso il carcere milanese di San Vittore dopo un lungo interrogatorio e la confessione. L’uomo dovrà rispondere di omicidio volontario, interruzione non consensuale di gravidanza e occultamento di cadavere

I carabinieri hanno eseguito il fermo, disposto dalla Procura di Milano, di Alessandro Impagnatiello, il fidanzato di Giulia Tramontano, la 29enne originaria di Sant'Antimo, incinta di 7 mesi, il cui corpo è stato ritrovato nella notte in un’intercapedine dietro un edificio che ospita alcuni box a Senago, in provincia di Milano, non lontano dall'abitazione della coppia.

Il 30enne è stato trasferito dalla caserma di Senago presso il carcere milanese di San Vittore, dopo un lungo interrogatorio e la confessione nel corso delle indagini dei militari del Nucleo investigativo, coordinate dalla pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunto Letizia Mannella. L’uomo dovrà rispondere di omicidio volontario, interruzione non consensuale di gravidanza e occultamento di cadavere e dovrebbe essergli contestata anche la premeditazione. 

La confessione

Il femminicidio della giovane di origini napoletane si sarebbe consumato sabato sera nella casa di Senago, dove la coppia abitava, dopo le 19.05, ora dell’ultima volta che Giulia è stata inquadrata dalle telecamere di videosorveglianza. Il barman, dopo una lite, avrebbe colpito la 29enne con due o tre coltellate mirate contro organi vitali, prima di tentare di bruciare il corpo nella vasca da bagno, utilizzando dell’alcol etilico. Non riuscendoci, il 30enne - da quello che avrebbe raccontato durante la confessione resa nella notte agli inquirenti - si sarebbe spostato in un box, dove avrebbe provato nuovamente a dar fuoco al corpo utilizzando una tanica di benzina. Dettagli che - riferisce Adnkronos - dovranno poi trovare riscontri nelle indagini.

L’intercapedine di via Monte Rosa in cui il corpo era stato nascosto sotto a strati di cellophane è stata indicata proprio da Impagniatiello, che ha trasportato lì il cadavere della fidanzata nel bagagliaio dell'auto. 

L'uomo - secondo alcune ricostruzioni - avrebbe contattato sabato sera la sua amante, sostenendo che Giulia se ne fosse andata e di essere ormai libero.

Omicidio di Giulia Tramontano - i rilievi nella casa di Senago3 - foto LaPresse

Gli inquirenti: "Questo omicidio lo qualifichiamo come premeditato. Le ricerche in rete ci hanno consentito di capire"

“Questo omicidio oggi lo qualifichiamo come premeditato per le chat, i messaggi e le ricerche su internet che ci dicono che l’assassino prima di incontrare la sua vittima aveva già in animo di ucciderla”. E' quanto reso noto il comandante provinciale dei carabinieri di Milano, Iacopo Mannucci Benincasa, durante la conferenza stampa convocata in procura a seguito del fermo.

“Sono state proprio le ricerche in rete che ci hanno consentito di capire che stava aspettando la vittima a casa e aveva già deciso come ucciderla e come disfarsi del cadavere”, ha aggiunto la pm Alessia Menegazzo, aggiungendo che proprio “il combinato disposto delle telecamere, delle stringhe di ricerca e degli arrivi ci ha consentito di avere orari precisi” sugli spostamenti di Impagnatiello.

La famiglia di Giulia porta fiori sul luogo del ritrovamento del corpo

"Grazie di averci dato la speranza di trovarla. Grazie di averci creduto ed aiutato. Grazie dal profondo del cuore di una famiglia distrutta, di fratelli che non hanno avuto la possibilità di cullare il proprio nipote. Di genitori che sono stati privati del diritto di essere tali. La nostra famiglia sarà per sempre unita come in questa foto". Sono queste le toccanti parole di Chiara Tramontano, la sorella di Giulia, che affida ad una storia su Instagram i suoi pensieri, dopo il ritrovamento del corpo di Giulia.

I familiari della giovane, tra cui il fratello Mario, si sono recati questa mattina a lasciare dei fiori nei pressi del luogo in cui è stato trovato il corpo della 29enne. Accanto ad un peluche e ai vari bouquet portati da amici e conoscenti - racconta l'Ansa - spicca quello della famiglia, con fiori rosa e bianchi. "Per sempre nei nostri cuori - si legge sul bigliettino -, mamma, papà, Chiara, Mario". In alto a destra c'è scritto "per Giulia e Thiago", probabilmente il nome che la donna aveva scelto per il bimbo che portava in grembo.

A Senago il paese è sotto shock

"E' stato devastante, tutta Senago è sotto shock". A dirlo all'Adnkronos è Claudia, dipendente di un panificio della zona dove abitava Giulia Tramontano. 

"Si sente un'aria diversa oggi a Senago, anche tra i clienti, sapere che tocca da vicino, anche se poi non la conoscevamo personalmente... era entrata nel cuore di tutti e tutti speravamo in un finale diverso", ha aggiunto la donna. 

"Non l'ho mai vista perché loro non passavano di qui, ma sono rimasta così male, pensavamo di trovarla viva. Seppure non la conoscessi, è sempre una figlia di mamma", ha detto ad Adnkronos una vicina di casa della coppia. 

“È stato un duplice omicidio perché Giulia era incinta”

"Sono spaventato da quello che è successo. Non è solo un femminicidio, si tratta di un duplice omicidio dal momento che Giulia era incinta di un bimbo da 7 mesi. Non so cosa fare per i genitori, possiamo solo pregare". A dirlo a LaPresse è don Salvatore Coviello, parroco della chiesa di Santa Lucia a Sant'Antimo in provincia di Napoli, paese d'origine di Giulia Tramontano.

"Conoscevo Giulia, in parrocchia è stata battezzata e ha fatto la prima comunione - ha aggiunto don Coviello - . Era una ragazza normalissima, aveva il desiderio di diventare madre, era una ragazza di sani principi. Giulia voleva vivere".

Manfredi: "Questi episodi non accadano più"

"A nome di tutta Napoli e della Città Metropolitana esprimo le mie più sentite condoglianze e vicinanza alla famiglia di Giulia. Questo ennesimo femminicidio ci lascia con il cuore pieno di tristezza ed evidenzia la necessità di proseguire il percorso da noi avviato come istituzioni pubbliche per fortificare i centri antiviolenza affinché questi episodi non accadano più". Così il sindaco di Napoli e metropolitano Gaetano Manfredi.

Il cordoglio del presidente della Regione Lombardia Fontana

"Una preghiera per Giulia ed il suo bambino. Vittime innocenti, uccisi da chi avrebbe dovuto proteggerli. Da padre mi unisco al dolore dei genitori, vi sono vicino. Il cordoglio di Regione Lombardia a tutta la famiglia, ai suoi cari e alla comunità di Senago". Questo il messaggio del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana su Facebook. 

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