Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Morte Genny Cesarano, il processo d'Appello è da rifare: la decisione

Gli imputati sono Antonio Buono, Luigi Cutarelli, e Ciro Perfetto. Le ragioni della decisione in Cassazione

Genny Cesarano

La Corte di Cassazione ha deciso: rinviato a una nuova sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli il processo di secondo grado sull'omicidio di Genny Cesarano, il 17enne vittima innocente della camorra in un raid del 6 settembre 2015, in piazza Sanità.

Rispettivamente il 6 dicembre 2017 e l'11 luglio 2019, per l'omicidio sono stati condannati all'ergastolo prima dal Gup di Napoli Alberto Vecchione e poi dalla IV sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli Antonio Buono (difeso dall'avvocato penalista Enrico Di Finizio), Luigi Cutarelli (difeso dall'avvocato Domenico Dello Iacono), e Ciro Perfetto (difeso dall'avvocato Annalisa Senese). La condanna per una quarta persona, Mariano Torre (autore di una lettera di scuse ai genitori di Genny), passò tra i primi due gradi di giudizio da ergastolo a 16 anni di reclusione.

"La strategia del collegio difensivo - sono le parole dell'avvocato Enrico Di Finizio - è stata finalmente presa in considerazione. Sembrava di palese evidenza che l'omicidio del povero Genny Cesarano fosse stato eseguito nell'immediatezza di una 'stesa' subìta e non fosse stato il frutto di un proposito premeditato".

Ad ordinare l'agguato fu Carlo Lo Russo (anche lui condannato a 16 anni di reclusione), adesso collaboratore di giustizia ed al tempo esponente di vertice dell'omonimo clan camorristico. Obiettivo, uccidere elementi del clan rivale, quello guidato da Pietro Esposito che gli contendeva il controllo degli affari illeciti: Antonio Mazzarelli, Dario Mattei, Giuseppe Ferraiuolo e Raffaele Bacio Terracino. Questi però riuscirono a mettersi in salvo. Genny, del tutto estraneo alle dinamiche camorristiche della zona, fu colpito ed ucciso mentre era seduto su una panchina della piazza.

La reazione dei genitori

Negativa, com'era prevedibile, la reazione dei genitori del ragazzo. A confermarlo è stato il loro avvocato, che ha chiosato così: "La famiglia Cesarano auspica che al più presto possa terminare l'iter giudiziario sulla morte del povero Genny".

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