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Omicidio Pandolfi: ergastolo in primo grado, assoluzione in appello

Sentenza capovolta per Giuseppe Mallardo e Luigi Guida. Nel 1990 l'omicidio dell'autista dell'allora boss di Forcella Luigi Giuliano e del figlio Nunzio di due anni

Sentenza capovolta in secondo grado per l'omicidio di Gennaro Pandolfi, ritenuto l'autista dell'allora boss di Forcella Luigi Giuliano, e del figlio Nunzio, un bimbo di due anni, avvenuto a Napoli il 18 maggio 1990.

La III corte di assise d'appello, presidente Omero Ambrogi, ha infatti assolto ieri i boss Giuseppe Mallardo e Luigi Guida, che in primo grado erano stati condannati all'ergastolo rispettivamente come mandante e organizzatore dell'agguato.

L'assoluzione era stata sollecitata dallo stesso sostituto procuratore generale, Gerardo Arcese, che aveva rilevato incongruenze nelle dichiarazioni dei pentiti Luigi Diana e Luigi Giuliano in relazione al'omicidio.

Venti anni fa il delitto suscitò molto clamore: secondo la sentenza di primo grado avvenne nell'ambito dello scontro, in corso in quegli anni, tra il clan Giuliano, cui Gennaro Pandolfi era affiliato, e l' Alleanza di Secondigliano. I killer fecero irruzione in una casa del rione Sanità dove era in corso una festa, e mirarono a Pandolfi ma colpirono anche il figlioletto che l'uomo aveva in braccio.

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