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Omicidio Gelsomina Verde, il capo della mobile: "Così ci hanno aiutato i collaboratori di giustizia"

Parla Alfredo Fabbrocini dopo l'arresto di due persone possibili colpevoli dell'uccisione della 22enne nel 2004: "L'intero gruppo criminale è responsabile morale"

"Per l'omicidio di una ragazza di 22 anni il responsabile morale è l'intero gruppo criminale. Penalmente ci saranno sicuramente altre posizioni da definire, ma moralmente sono tutti colpevoli". Lo ha detto il capo della squadra mobile di Napoli, Alfredo Fabbrocini, nel corso di un incontro con la stampa per commentare l'arresto di due persone per l'omicidio di Gelsomina Verde, 22enne vittima innocente della camorra uccisa il 21 novembre 2004 nell'ambito della prima faida di Scampia. Si tratta di Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, alias “ò Vichingo”, considerati parte del clan Di Lauro.

La ragazza, ha ricordato Fabbrocini, "...fu sequestrata da alcuni personaggi legati al clan Di Lauro, minacciata e torturata perché volevano sapere dove si nascondesse il suo compagno, Gennaro Notturno. Furono sparati due colpi di pistola calibro 9 al cranio, il suo corpo fu poi ritrovato in un'auto bruciata. Con l'operazione di oggi siamo riusciti a individuare altri due probabili autori di quell'efferato omicidio, arrestati questa notte dalla squadra mobile".

Fabbrocini ha spiegato che "non sono ancora chiari i singoli comportamenti di ogni persona e su questo continueremo a lavorare, cercheremo di far luce anche su questo". Fondamentale per la ricostruzione dell'accaduto "...il ruolo dei collaboratori di giustizia - ha aggiunto Fabbrocini - in particolare Salvatore Tamburrino, Gennaro Notturno e Pasquale Riccio. Le loro dichiarazioni sono state univoche, concordanti e ci hanno permesso di individuare i due soggetti".

I familiari delle vittime

"Il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, insieme alla Fondazione Pol.i.s., esprime viva e profonda soddisfazione per l'arresto, dopo diciannove anni, di altri due partecipanti all'uccisione di Gelsomina Verde, giovanissima vittima innocente della prima faida di Scampia. Questi arresti dimostrano ancora una volta l'importanza della ricerca della verità, portata avanti da magistrati e forze dell'ordine". Queste le parole di Giuseppe Granata, presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, e membro del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, da sempre accanto ai familiari delle vittime innocenti di reato. "Il mio pensiero - conclude - non può che giungere alla mamma di Gelsomina. Sappiamo bene che anche in queste circostanze il dolore, stimolato dal ricordo, si rinnova: che l'affermazione della giustizia possa essere di conforto a lei e a ciascun familiare delle vittime innocenti di reato".

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