Omicidio Forino: sette arresti nel clan delle Cinque famiglie di Secondigliano

Venne ucciso e lasciato lungo un marciapiede a Casavatore nell'agosto 2011

Venne ucciso e lasciato su un marciapiede a Casavatore. Per quel delitto i carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato sette persone su ordine del Gip del tribunale di Napoli. La Direzione distrettuale antimafia ha scoperto mandanti ed esecutori materiali dell'omicidio di Emilio Forino avvenuto a Casavatore il 4 agosto 2011. Si tratta di elementi ritenuti facente parte del cosiddetto clan delle Cinque famiglie di Secondigliano, nato dalla scissione negli Amato-Pagano.

I motivi del delitto 

L'antimafia ha scoperto i motivi che hanno portato a quel delitto. Secondo gli investigatori l'omicidio fu richiesto da Ernesto Ferone, dell'omonima famiglia camorristica, e Vincenzo Pagano perché si era avvicinato alla famiglia dei Marino. Il delitto diede vita alla faida interna alla confederazione di clan mettendo all'angolo la famiglia che operava nelle Case celesti portando poi all'omicidio di Ciro Nocerino del settembre 2011. Forino venne prelevato dai suoi stessi compagni di clan convinto che dovesse subire una punizione “minore” per il suo tradimento ma venne assassinato e lasciato in strada lungo un marciapiede a Casavatore. I cinque arrestati sono considerati degli elementi di spicco delle cinque famiglie camorristiche. Fondamentali per l'inchiesta sono stati i racconti dei collaboratori di giustizia. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della stazione di Casavatore. 

I nomi degli arrestati 

Arcangelo Abate, detto “angioletto”

Arcangelo Abbinante, di Antonio

Giovanni Esposito, detto “o' muort”

Angelo Marino

Roberto Manganiello

Vincenzo Pagano, detto “sce sce”

Ernesto Ferone

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