Omicidio D'Andò, 20 anni al boss Mariano Riccio e a quattro affiliati

Riccio si era autoaccusato dell'assassinio di lupara bianca avvenuto il 2 febbraio del 2011. Il corpo del suo braccio destro è stato ritrovato solo due mesi fa, proprio su indicazione dello stesso Riccio

Vent'anni di carcere. È la condanna stabilita per il boss Mariano Riccio, reo confesso dell'omicidio - un caso di "lupara bianca" - di Antonino D'Andò, il cui corpo è stato ritrovato due mesi fa.

La vittima fu attirata in una trappola e poi uccisa con un badile, quindi ne fu martoriato il corpo. Era il 2 febbraio 2011 quando D'Andò, fedelissimo di Riccio - a sua volta genero del capo degli Scissionisti di Scampia e Secondigliano Cesare Pagano - venne assassinato.

Il ritrovamento del corpo di D'Andò

È stato proprio Riccio a indicare al giudice dove era stato seppellito il suo ex uomo di fiducia. Con lui hanno confessato anche Giosuè Belgiorno, Emanuele Baiano, Mario Ferraiuolo e Ciro Scognamiglio.

La confessioni erano state ritenute tardive dai pm che ne avevano chiesto l'ergastolo, ma alla fine il gup ha concesso le attenuanti e condannato ciascuno di loro a 20 anni.

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L'uccisione di D'Andò fu una sorta di epurazione interna al clan.

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