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Omicidio Oliva, per il Riesame l'amico Furlan deve restare in cella

Rigettata la richiesta di scarcerazione del giovane indagato che da giorni smentisce le accuse. In carcere anche Karim Sadek, minorenne all'epoca dei fatti. Cristofaro Oliva scomparve nel novembre del 2009

Fabio Furlan resta in cella. La decisione è arrivata dal tribunale del Riesame, presidente Pierluigi Di Stefano, che ha rigettato la richiesta di scarcerazione del giovane indagato della scomparsa di Cristofaro Oliva. Era il 17 novembre 2009 quando il ragazzo uscì di casa per non tornare mai più.

La ricostruzione prospettata nelle indagini condotte dal pm Alessandro Cimmino e seguite in prima persona dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo trova nel provvedimento del Riesame una prima conferma.

Ma in carcere c'è anche un altro giovane, Karim Sadek, minorenne all'epoca dei fatti mentre un ventenne è indagato a piede libero. Entrambi respingono le accuse e chiamano in causa, pur senza fornire indicazioni concrete, proprio Furlan. Quest'ultimo, assistito dagli avvocati, continua con il silenzio. Non ha parlato neppure martedì, all'udienza davanti al Tribunale del Riesame. Adesso però i legali potrebbero decidere di mettere in cantiere l'ipotesi di un interrogatorio investigativo.

Intanto sono stati interrogati altri amici della comitiva di Oliva, molti dei quali - quando l'amico è sparito - si sono chiusi un silenzio ostinato e forse complice.

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