menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Invidia tra rivali e uno sgarro al clan ecco perché è morto Gianluca Cimminiello

Per l'omicidio di Gianluca Cimminiello è stato arrestato uno del commando e si cominciano a delineare i motivi dell'assassinio: gelosie professionali e uno sgarro al clan

Oltre alle intercettazioni, alle dichiarazioni di testi e collaboratori, c'è Facebook, il noto social network, che si aggiunge agli atti dell'inchiesta sull'omicidio di Gianluca Cimminiello. In particolare, si stanno controllando i messaggi che la vittima e Vincenzo Donniacuo soprannominato "il cubano" e suo rivale nel settore dei tatuaggi, si sono scambiati.


Gli inquirenti hanno accertato che tra i due c'era una fortissima rivalità professionale: entrambi, per farsi pubblicità, cercavano di accaparrarsi come clienti i calciatori del Napoli e poi ne pubblicavano le fotografie sul social network.


Quanto alla foto di Lavezzi, quella che fece esplodere la rabbia del suo rivale, ecco, nel racconto di Anna Vezzi, fidanzata e collaboratrice della vittima, come Gianluca Cimminiello riuscì a procurarsela: "Nel corso della partita tra il Napoli ed il Palermo, Gianluca ebbe modo di farsi una fotografia con il calciatore Lavezzi, il quale a quella gara non prese parte. Detta fotografia Gianluca le fece nei pressi del parcheggio del pullman che porta i giocatori allo stadio, avendo amicizia con uno degli autisti. Della fotografia Gianluca ne fece un fotomontaggio, facendo sembrare che la stessa era stata scattata all'interno del negozio di tatuaggi e la pubblicò sul suo profilo di Facebook. Dal momento della pubblicazione, Gianluca ha ricevuto svariati messaggi da parte dei clienti che chiedevano allo stesso se avesse tatuato il calciatore Lavezzi. Tutti i richiedenti ricevevano da Gianluca una risposta negativa. A questi messaggi si è aggiunto quello di Enzo il cubano il quale chiedeva a Gianluca se quel calciatore fosse Lavezzi o un suo sosia. Gianluca gli rispondeva affermativamente e la cosa destava invidia da parte di Enzo il cubano, il quale riferiva a Gianluca che il calciatore Lavezzi doveva essere tatuato da lui, in quanto aveva già tatuato altri calciatori tra cui Floro Flores".


La fidanzata della vittima spiega che lo scambio di messaggi tra i due su Facebook si concluse con la promessa di Donniacuo di passare dal negozio di Cimminiello per un chiarimento; ciò non avvenne, "ma a suo nome - spiega ancora Anna Vezzi - sabato 30 gennaio, verso le ore 12.30, si sono presentate al negozio di Gianluca, dove ero presente anch'io, tre persone di sesso maschile di circa 30/35 anni. Uno dei tre riferiva di essere il cugino di Enzo il cubano e con tono arrogante chiedeva spiegazioni a Gianluca in ordine alla fotografia che si era scattato insieme al calciatore Lavezzi. Gianluca invitava il soggetto ad abbassare il tono della voce all'interno del negozio in quanto vi era un cliente".


In due tentarono di aggredire il tatuatore, ma "l'aggressione non avvenne in quanto Gianluca, essendo diplomato in arti marziali e in disarmo da coltello, picchiò al viso il soggetto che si era qualificato quale cugino di Enzo il cubano, mentre gli altri due in sua compagnia fuggirono dal locale per paura di prenderle". Tre giorni dopo Cimminiello fu assassinato da un commando di cui, secondo l'accusa, faceva parte Vincenzo Russo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Lotto, estrazione di giovedì 15 aprile 2021

Salute

Al Policlinico Federico II visite ed esami gratuiti per le donne

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

NapoliToday è in caricamento