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Omicidio Cerrato, la moglie: “Erano dei vigliacchi”

Tania Longobardi, insieme alla figlia Maria Adriana, ha commentato il fermo dei quattro sospettati dell'assassinio del marito Maurizio

“Non sarebbero mai riusciti ad ammazzare mio marito se non fossero stati in quattro o cinque. Sono dei vigliacchi”. Così definisce gli assassini di suo marito Maurizio Cerrato, la vedova Tania Longobardi che ha rilasciato delle dichiarazioni insieme alla figlia Maria Adriana, all'esterno del tribunale di Torre Annunziata. Le due donne hanno commentato i quattro fermi effettuati dai carabinieri all'alba. “Vogliamo ringraziare i carabinieri che hanno lavorato notte e giorno. Abbiamo trovato delle persone di grande umanità e per questo siamo loro grate e li ringrazieremo tutta la vita” hanno detto le due donne che poi hanno parlato anche del clima di omertà che è calato sulla vicenda nelle ore successive all'omicidio.

“Le persone perbene non sono omertose”

“Le persone perbene non sono omertose. Io non avrei avuto paura così come non ce l'ho adesso” ha commentato Maria Adriana riferendosi a coloro che sono stati reticenti nel corso degli interrogatori. “Non abbiate paura. Parlate, perché al mio posto, al posto di mia figlia ci potevate essere voi” ha aggiunto la madre Tania. “Tutti sono in tempo per cambiare, tutti sono in tempo per capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Io questa distinzione ho cominciato a farla da bambina grazie a mio padre, a mia madre e alla mia famiglia, loro magari lo faranno da più grandi” ha aggiunto Maria Adriana. Le due donne si sono poi rivolte alla città lanciando un monito. “Torre deve cambiare perché così non andiamo avanti, altrimenti tutte le persone perbene andranno via – ha detto Tania a cui si è aggiunta la figlia dicendo – Io farò di tutto per farla cambiare”.

Nessun perdono 

Sempre la vedova ha poi voluto ricordare anche le tante manifestazioni d'affetto ricevute dai cittadini torresi specificando che “il muro d'omertà è di una parte di Torre. Una parte che io non considero, che non fa parte della nostra vita”. A chi ha chiesto loro se sarà possibile un perdono da parte loro entrambe hanno risposto che non succederà mai. “Non ci sarà mai perché mia figlia di sette anni crescerà senza il padre – ha detto la vedova – mentre lei che ha 20 anni ha vissuto una cosa che nessuno dovrebbe mai vivere. Io non lo so come fanno a riposare”. Maria Adriana ha poi voluto ricordare il padre come un eroe spiegando perché continuerà a essere ricordato come tale. “Mio padre l'ha sempre detto che per le sue figlie si sarebbe fatto ammazzare e l'ha detto anche quel giorno. È stato così e io sarò sempre fiera di averlo avuto come padre e probabilmente non avrebbe potuto trovare un modo migliore per andarsene”. Sul loro futuro le due donne non sono riuscite a fare previsioni. “Faremo quello che riusciremo a fare. Ora è il momento del dolore poi vedremo” ha detto la vedova.

Le parole del sindaco 

Anche il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione ha commentato: ''Apprendo con enorme soddisfazione la notizia dell'arresto, da parte dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, di quattro persone ritenute responsabili dell'omicidio del nostro concittadino Maurizio Cerrato, avvenuto lo scorso 19 aprile. A nome dell'amministrazione comunale e dell'intera comunità  cittadina - prosegue il primo cittadino - rivolgo il mio ringraziamento alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e alle donne e gli uomini dell'Arma per il meticoloso e incessante lavoro svolto durante le indagini, grazie al quale è stato possibile assicurare alla giustizia in tempi brevissimi i responsabili dell'efferato omicidio. Rinnovo la mia assoluta vicinanza ai familiari, la cui esistenza è stata stravolta per sempre quella maledetta sera di quattro giorni fa. Sono conscio del fatto che nessun arresto o condanna, che mi auguro sia esemplare, potrà  mai alleviare l'indicibile sofferenza causata dall'assurda morte del loro amatissimo Maurizio'” ha concluso il primo cittadino.

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