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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio Buonocore: confermate le condanne in appello

Diciotto e ventuno anni di carcere per Giuseppe Avolio e Alberto Amendola, ritenuti colpevoli di avere ucciso nel settembre 2010 la donna che aveva denunciato gli abusi sessuali subiti da sua figlia

La Corte d'assise d'appello di Napoli ha confermato la condanna rispettivamente a 18 e 21 anni di carcere nei confronti di Giuseppe Avolio e Alberto Amendola, ritenuti colpevoli di avere ucciso, nel settembre 2010, Teresa Buonocore; movente dell'omicidio, il fatto che la donna si fosse costituita parte civile nel processo per gli abusi sessuali subiti da una delle sue due figlie da parte di Enrico Perillo, a sua volta condannato in primo grado all'ergastolo come mandante.

I giudici hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Francesco Iacone, secondo il quale la sentenza emessa dal gup al termine del processo con rito abbreviato era equa. Amarezza è stata espressa dalla sorella di Teresa Buonocore, Pina, secondo la quale le condanne sono troppo miti.

I familiari della donna uccisa subiscono poi la beffa del mancato risarcimento: nonostante la conferma della condanna, le parti civili (figlie, madre e sorella della vittima) non hanno ottenuto alcun risarcimento: non era stato chiesto in primo grado dall'allora difensore e di conseguenza l'avvocato Francesco Cristiani, attuale avvocato di parte civile, non ha potuto chiederlo in appello. (Ansa)

L'omicidio di Teresa Buonocore © Tm News/Infophoto


Omicidio Teresa Buonocore, la commemorazione © Tm News/Infophoto

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