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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca Sant'antimo / Via Francesco Solimene

Omicidio di Antonio Bortone, i carabinieri fermano quattro persone

Hanno tra i 23 e i 34 anni. Il delitto sarebbe stato portato a termine per una guerra interna sul controllo delle “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti nel comune di Sant’Antimo

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno fermato quattro persone con l'accusa di omicidio e tentato omicidio, aggravati dalle modalità mafiose. Si tratta di C. M., 34enne di Napoli (Scampia), V. G., 31enne, e L. M., 23enne, entrambi di Sant’Antimo, e C. F., 31enne di Grumo Nevano.

Sarebbero secondo gli inquirenti gli autori dell’omicidio di Antonio Bortone e del tentato omicidio di Mario D’Isidoro, considerati vicini al Clan “Ranucci”, avvenuti la sera dell'8 marzo scorso a Sant’Antimo.

L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri anche attraverso l’utilizzo di attività tecniche, come intercettazioni ambientali e telecamere di videosorveglianza.

Nello specifico, all’indirizzo dei due erano stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco (sul posto sono stati repertati 17 bossoli) che avevano colpito mortalmente Bortone, lasciato riverso a terra nel cortile del complesso residenziale di via Solimene, e ferito D’Isidoro, il cui borsello indossato a tracolla aveva deviato la traiettoria di alcuni proiettili. Questi, dopo un breve ricovero all’ospedale di Aversa, è stato dimesso.

Il movente dell’agguato è da ricondurre, secondo gli inquirenti, al controllo delle “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti nel comune di Sant’Antimo.

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