menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
L'autofficina, e Filippo Esposito

L'autofficina, e Filippo Esposito

Uccisi a Marano, nell'autofficina c'era una terza persona: i killer non sapevano di lui

Un altro figlio di Giuseppe Esposito, Daniele, si trovava lì con padre e fratello. Mentre questi sono stati freddati dai sicari, lui è riuscito a salvarsi: non sapevano fosse lì

Si è salvato per miracolo, semplicemente perché il killer non sapeva fosse anche lui lì, in quell'autofficina di via Unione Sovietica a Marano dove hanno perso la vita suo padre Giuseppe e suo fratello Filippo.

Daniele Esposito è salvo, scampato al duplice omicidio che ha drammaticamente tinto di sangue il sabato maranese. Nel raid – secondo gli inquirenti – dei Vastarella, vendetta per quanto accaduto poche settimane fa alla Sanità, avrebbe potuto perdere la vita anche lui.

Il killer, volto coperto da casco integrale, non si è accorto della sua presenza. Ha prima fatto fuoco per tre volte contro Giuseppe Esposito, nel gabbiotto all'ingresso, ferendolo in modo gravissimo (sarebbe poi morto in ospedale). Poi ha inseguito Filippo e lo ha freddato.

All'esterno lo aspettava un complice in sella ad una moto di grossa cilindrata. Erano convinti che la loro missione di morte fosse finita.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

NapoliToday è in caricamento