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Tre omicidi in otto ore: una scia di sangue lunga sei mesi

Killer in azione a Mugnano, Pianura, Forcella, corpi carbonizzati a Melito. Tra le vittime, persone ritenute vicine al clan degli Scissionisti e al clan Abate

A sei mesi dall’inizio dell’anno il numero dei morti tra Napoli e provincia continua a salire. Il primissimo episodio: 1 gennaio a Casandrino, il ristoratore Marco D’Apice, 39 anni, muore probabilmente a causa di un proiettile vagante per i festeggiamenti del Capodanno.


Giugliano, 5 gennaio: Rosario Tripicchio, 31 anni, viene ucciso alle 11 e 30 del mattino. L'uomo sarebbe stato inseguito in strada mentre era alla guida della sua vettura: inutile la fuga in un viale di fronte ad una pizzeria. L’8 gennaio è la volta di Mario Leone, 54 anni, ucciso con cinque colpi di pistola alla testa e al torace in viale Ferrovia, a meno di cento metri dalla sua abitazione in via Sant’Anna. Era vicino al clan Abate.


Il 9 gennaio i killer colpiscono due volte a Melito. Alle quattro del mattino arriva ai carabinieri la segnalazione di due cadaveri in una auto bruciata davanti al cimtero. Sono i corpi di Raffaele Stanchi e Luigi Montò di Scampia, ritenuti dagli investigatori vicini al clan degli Scissionisti. Due giorni dopo, Patrizio Serrao, 52 anni, viene ucciso poco dopo la mezzanotte sotto la sua abitazione in via Umbria.

Il 16 gennaio a Melito Fortunato Scognamiglio, 29 anni, anch'egli ritenuto vicino al clan degli Scissionisti, viene ucciso a colpi di pistola alle 17 e 30 in una concessionaria in via Carlo Alberto dalla Chiesa.

A marzo Carmine Cristiano Mantice viene ucciso a 18 anni mentre parla con due amici vicino casa in via Martin Luther King nel quartiere San Carlo Arena. Il 10 aprile Elia Ricciardi è ucciso a coltellate dopo una lite in via vicinale Sant’Aniello nel quartiere Pianura. Pochi giorni dopo, il 24 aprile, a Pianura trova la morte Antonio Taglialatela.

Il 6 maggio c'è una vittima ad Afragola: è Santo Amato. Poche ore dopo, sarà fermato il cognato: un'eredità contesa alla base del gesto. Il 9 maggio a Mugnano muore Biagio Biancolella: l'uomo era ritenuto vicino al clan degli Scissionisti. Il 21 maggio a Piazza Saggese, Forcella, trova la morte Giovanni Saggese. Dieci giorni dopo tocca a Giuliano D'Alterio, 47 anni: viene trovato morto nella notte in una strada di Giugliano in Campania. Fino ai tre morti delle ultime 24 ore: Giuseppe Sannino di 21 anni, Marco Riccio di 18 e il 42enne Raffaele Nollino.


LA MAPPA DEGLI OMICIDI A NAPOLI

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