Cronaca

Escalation criminale in città, l'arcivescovo Battaglia: "Stanno uccidendo Napoli"

Il vescovo, in lungo messaggio, lancia un appello anche ai camorristi

Due omicidi in pochi giorni, due giovani vite spezzate a colpi d'arma da fuoco. La morte di Carmine D'Onofrio, 23 anni, e di Giuseppe Fiorillo, 19 anni, hanno risvegliato le coscienze di molti, ma hanno anche rigettato nel terrore l'intera città. Sentimenti condivisi anche dall'arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia che, in un lungo messaggio, condanna apertamente il clima di tensione che questi atti criminali stanno determinando.

"Stanno uccidendo Napoli"

Stanno uccidendo Napoli! - scrive Battaglia - La scia di sangue che in questi giorni sta attraversando la città, procurando la morte a delle giovani vite e terrore e angoscia a interi quartieri, strade, famiglie, non può lasciarci indifferenti! Sotto la croce della nostra città dobbiamo più che mai quest’oggi, insieme e senza distinzione di fede, politica, ruolo sociale ed istituzionale, stare in piedi, evitando di sdraiarci supini in attesa che qualcosa cambi da sola e di sederci, rassegnati e assuefatti a veder morire Napoli!".

Battaglia punta il dito contro la camorra e il malaffare, contro "l'indifferenza di coloro che si voltano dall’altra parte, credendo di poter stare tranquilli, non immischiandosi e non prendendo posizione!", ma anche contro la "politica, nazionale e locale, che pare essersi abituata al sangue versato in terra partenopea, considerandola alla stregua di un paese in guerra!".

Ai camorristi: "Ritornate ad essere umani"

"Ritornate ad essere umani!", dice il vescovo agli uomini di camorra. Poi, un appello alle madri "che vivono in quartieri e situazioni familiari difficili dico: siate strumento di conversione per i vostri figli, aiutate le vostre famiglie a ravvedersi, siate nuovamente grembo che genera vita e non complici di percorsi di morte!".

"A tutte le istituzioni, alla società civile, agli uomini e alle donne di buona volontà, alla mia Chiesa partenopea chiedo oggi più che mai di camminare insieme, superando l’individualismo e la diffidenza, lavorando uniti per restituire Napoli alla sua vocazione di città di pace, accoglienza, solidarietà!", ha continuato Battaglia che mercoledì 13 chiamerà a raccolta "i diversi esponenti della società civile, del terzo settore e del mondo ecclesiale con cui sto lavorando a questa iniziativa che vuole rimettere al centro, partendo dai più piccoli e dalle loro famiglie, la questione educativa, puntando sulla prevenzione e scommettendo sulle nuove generazioni!".

Tappa a Ponticelli fra i giovani

Il giorno dopo, il 14 ottobre, il vescovo sarà invece a Pnticelli, quartiere dove è avvenuta l'uccisione di Carmine D'Onofrio: "Sarò a Ponticelli, in uno dei quartieri più feriti dall’escalation camorristica, insieme ad una rappresentanza dei giovani dell’arcidiocesi per incontrare i ragazzi e i giovani del decanato, in un momento di reciproco ascolto, confronto, condivisione".

"Stanno uccidendo Napoli - ha concluso - e noi non possiamo stare a guardare dalla finestra: ognuno si senta interpellato dal grido della città, ognuno dia il proprio contributo alla vita della comunità, ognuno sia per le nuove generazioni un segno di resurrezione, camminando insieme al fiume di vita e di speranza che non ha mai smesso di attraversare Napoli e la cui pacifica esondazione potrebbe lavare il sangue versato e fecondare nuove primavere sociali!

Manfredi: "Richiamo alle coscienze che merita risposte"

L'appello del vescovo Battaglia ha fatto registrare subito diverse reazioni, anche nel mondo della politica. Tra i tanti messaggi c'è quello del neo sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Il primo cittadino così si è espresso in una nota: "L'appello lanciato all'intera città da Monsignor Mimmo Battaglia contro la criminalità organizzata, tornata ad insanguinare le nostre strade, contiene un forte richiamo alle coscienze che merita risposte concrete in primis dalle Istituzioni.

Se da una parte - grazie agli investimenti del Governo nazionale e di quello regionale - metteremo in campo misure necessarie a garantire maggiore sicurezza e legalità, dall'altra abbiamo sin da subito promosso un patto educativo che veda coinvolti tutti i soggetti impegnati sul territorio in un'opera di prevenzione sociale e formazione delle nuove generazioni. In questo percorso, l'azione della Chiesa sarà fondamentale".

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