La verità su tre omicidi di camorra commessi nel 2008

Avvennero nel periodo in cui si era consolidata una solida alleanza tra alcuni esponenti apicali del clan Longobardi-Beneduce

I carabinieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli per tre omicidi e reati in materia di armi, avvenuti nel 2008 a Pozzuoli e Quarto perpetrati nei confronti di due affiliati al clan Longobardi-Beneduce (Antonio Luongo e Procolo Pagliuca) e di un ex affiliato al clan Sarno (Mario Morgese).

Si tratta di omicidi avvenuti nel periodo in cui si era consolidata una solida alleanza tra alcuni esponenti apicali del clan Longobardi-Beneduce, quali i membri della famiglia Pagliuca, referente di Gennaro Longobardi, con esponenti del clan Sarno che in quel periodo stava stendendo la propria egemonia su altri territori, in contrapposizione con il clan Beneduce.

Nell’ambito degli accordi presi tra le due compagini criminali vi era quello di fornire un supporto per gli agguati da compiere nei confronti di esponenti della fazione opposta. In relazione al duplice omicidio di Michele Iacuaniello e Gennaro Di Bonito era già stata emessa una prima misura cautelare nell’ottobre 2017 a carico di Salvatore Pagliuca, Luca Palumbo e Mario Morgese, questi ultimi due appartenenti al clan Sarno, la cui posizione è attualmente il vaglio del GUP avendo gli imputati fatto richiesta di essere giudicati con le forme del rito abbreviato.

Le recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno consentito l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti di Antonio Luongo quale esecutore materiale che, armato di mitraglietta, aveva colpito a morte con numerosi colpi le due vittime in pieno giorno, all’altezza dell’uscita “Monteruscello Nord” - bivio per Quarto. Nei confronti di Antonio Luongo e di Procolo Pagliuca, figlio di Salvatore Pagliuca attualmente in esecuzione di pena per associazione camorristica e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, è stata emessa ordinanza anche per altro omicidio, quello di Gennaro Perillo, vecchio affiliato alla criminalità puteolana, ucciso anch’egli nel 2008.

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Questo delitto, avvenuto sempre in pieno giorno nella Villa Comunale del rione Toiano, costituì il primo fatto di sangue effetto dei nuovi assetti criminali formatesi nel 2007-2008. 

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