Entra in edicola con la maglia 'Odio Napoli': "E' solo odio sportivo, non sono razzista"

Alle Iene parla Marco, il giovane protagonista dell'incidente: entra in edicola, il cassiere napoletano Carlo gli chiede di andare in un'altra cassa, lui lo insulta e getta alcune cose sul vetro. "Ho tanti amici napoletani che ridono della maglia"

(Screenshot da Le Iene)

Ha destato scalpore la notizia che riguardava un giovane, entrato in un'edicola milanese indossando la maglia 'Odio Napoli', respinto poi dal cassiere, napoletano. In queste ore è spuntato fuori il filmato del circuito di videosorveglianza dell'edicola, pubblicato dalle Iene: un filmato che conferma la versione del cassiere napoletano. Si vede l'uomo entrare, chiedere qualcosa, si vede poi che il cassiere gli spiega che non lo servirà con quella maglia, poi l'uomo si allontana scagliando qualcosa sul vetro che protegge i cassieri secondo le norme anti Covid-19.

La redazione delle Iene è stata anche contattata dall'uomo, che si chiama Marco: "Alla fine gli ho detto ‘napoletano di merda’ per rabbia perché ha fatto una cosa grave", spiega. "Ma non l’ho aggredito: gli ho solo tirato due biscotti contro la vetrina delle sigarette. Ero con i miei fratellini. Vado sempre lì ogni settimana a prendere le sigarette e li conosco bene, soprattutto un suo collega. Questo edicolante, napoletano, mi ha detto: ‘Io con quella maglia non ti servo’. Pensavo scherzasse, ero già andato lì anche con quella maglietta. Poi mi sono un po’ incazzato e ho lanciato due biscotti contro la vetrina delle sigarette. Andandomene mi sono sentito dire: ‘O coglione, che cazzo fai!’, gli ho risposto ‘ma vai, vai, napoletano di merda’. L’ho detto per rabbia, non perché è napoletano, è perché era il tema della maglietta. Quello che ha fatto lui è molto grave, io sono un cliente, porto i soldi e penso che abbia il dovere di servirmi al di là delle sue opinioni su una cosa che ha il cliente. Non sono razzista, ho amici napoletani che se la ridono della maglia. Ma mettiamo fosse anche contro i napoletani, il razzismo è altro. Magari ora, vista la situazione, per un po’ di giorni non metterò più questa maglietta. Ho parlato con mio cugino avvocato che mi ha spiegato che ho pienamente ragione: lui non poteva non servirmi”.

Entra in edicola con la maglia "Odio Napoli"

La versione del cassiere

“Non lo so se in termini di legge io abbia sbagliato o no, mi sono sentito di fare questa cosa e sinceramente la farò ancora. Ho tantissimi amici milanesi: nel 2020 non possiamo perderci in queste cose, non è possibile che ci siano ancora questi pregiudizi senza nemmeno conoscere le persone. Napoli è piena di brutta gente ma è pienissima di persone perbene e che lavorano tutti i giorni, uguale a Milano”: così, alle Iene, Carlo, il cassiere dell'edicola al centro della vicenda.

“Io voglio avere un incontro con questo ragazzo. Per farmi spiegare le sue ragioni e spiegargli perché secondo me non può andare in giro con quella maglietta. Qui c’è un bar, possiamo prendere un caffè o una birra, io non sono cattivo, non picchio. Tu puoi anche restare della tua idea”, conclude parlando direttamente a Marco. “Ma io, se verrai ancora qui con quella maglietta, non ti servirò mai. Pensa a vivere, vieni a Napoli che ti offriamo una sfogliatella”.

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