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#OccupyScampia su Facebook

#OccupyScampia su Facebook

#OccupyScampia, su Twitter e FB no al coprifuoco della camorra

Cittadini di Scampia e Melito "invitati" a non uscire di casa dopo le 19, nuova faida all'orizzonte tra i clan Di Lauro e i Polverino-Abbate. Il web non ci sta e l'hashtag #OccupyScampia mobilita la rete

"#OccupyScampia è nato dal basso. Tutti coloro che sono realmente interessati ad accendere un riflettore sul quartiere di Scampia, contro ogni "coprifuoco" imposto o subìto, possono - anzi devono - farne parte. Su Facebook e twitter potete aiutarci facendo pressione e condividendo Occupy Scampia sulle pagine di media, politici, associazioni, vip. I social sono un grande strumento di autoorganizzazione, sfruttiamoli". Il messaggio è chiaro. Ma occorre partire dalle origine.

La notizia viene pubblicata ieri da Il Mattino:la camorra comanda ai cittadini di Scampia e Melito di non scendere in strada dopo le 19. Una nuova faida si prepara all'orizzonte tra i clan Di Lauro e i Polverino-Abbate. Immediatamente è sdegno su Twitter. Pina Picierno lancia l'hashtag #OccupyScampia e la rete si mobilita tutta. Parte il tam-tam e in poche ore numerose persone si interessano al caso.

La deputata Luisa Bossa ad esempio, membro della Commissione Antimafia, fa sapere: "Chi comanda a Scampia, Miano, Secondigliano e Melito? Lo Stato o la camorra? Il fatto che la camorra sia in grado di disporre degli orari nei quali si possa o no svolgere la vita in un quartiere è un segnale drammatico su cui le istituzioni devono intervenire rapidamente. Bisogna che lo Stato si riappropri subito del suo territorio. Ho già chiesto al ministro Cancellieri, con una interrogazione, di predisporre nell'area tra Melito, Giugliano e Secondigliano una presenza maggiore e piu' importante di forze dell'ordine, a tutela dei cittadini. È' necessario che i Comuni, gli enti locali, le associazioni organizzino subito iniziative per il tempo libero, nelle ore serali, per dimostrare che i quartieri restano aperti a dispetto di quello che vogliono i clan. Non possiamo accettare passivamente che a dettare tempi e regole in alcune zone della citta' e dell'area metropolitana sia la camorra. Le istituzioni, ciascuna per la sua parte, battano subito un colpo. Si facciano sentire".


Non c'è dunque tempo da perdere. Tant'è che parte l'organizzazione vera e propria con tanto di mail (occupyscampia@gmail.com), poi una pagina su Facebook. "Scampia sono i cittadini onesti che ci vivono, Scampia è il Centro Hurtado, Punta Corsara, i ragazzi del Don Guanella, è il Mammut, sono le Coop Sociali. Scampia è il quartiere tutto che si riprende i propri spazi di cittadinanza. Per questo #occupyscampia".

 
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