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Nube tossica nel nolano, incendio 26 aprile 2013 - foto@Rifiutarsi.it

Nube tossica nel nolano, incendio 26 aprile 2013 - foto@Rifiutarsi.it

Nube tossica a Nola: in fiamme un deposito di fuochi

L'incendio scoppiato il 26 aprile a Polvica. La denuncia degli attivisti di Rifiutarsi.it "Imbarazzante il silenzio istituzionale: ancora non si conoscono le cause dl rogo né le conseguenze per la salute pubblica"

Un incendio di grandi proporzioni è scoppiato a Polvica di Nola lo scorso 26 aprile, ad andare a fuoco è stato il deposito di una fabbrica di fuochi e razzi di segnalazione per nautica. A bruciare sarebbero state, quindi, ingenti quantità di zolfo, poliuretano e magnesio generando un'enorme nube tossica visibile in tutto l'agronolano.

A denunciare l'accaduto sono gli attivisti della pagina web Rifiutarsi.it, dedicata proprio alle segnalazione di reati di natura ambientale.

"Il rogo - spiegano gli attivisti - è stato così violento che durante le operazioni di spegnimento (che hanno richiesto nel complesso circa 18 ore, l'incendio è stato infatti domato solo il mattino seguente) sono rimasti feriti 3 pompieri. La pioggia arrivata durante la notte ha fatto ricadere tutti i residui della nube tossica di zolfo, poliuretano e magnesio tra le campagne di Cicciano, Camposano, Comiziano, Tufino e Nola".

"Resta adesso da capire cosa ne sarà di tutti i prodotti coltivati nei campi circostanti": è la naturale e conseguente preoccupazione.

Insomma, è ancora emergenza roghi tossici in Campania, che con l'arrivare del bel tempo si moltiplica come sempre, come ogni anno: un dramma tutto campano che non conosce fine.

Intanto, spiegano ancora gli attivisti di 'Rifiutarsi' (che pubblicano sulla loro pagina facebook anche decine di foto del gravissimo accaduto), "il silenzio istituzionale è imbarazzante, troppe le domande che restano ancora senza risposta, a diversi giorni di distanza dallo scoppio dell'incendio:

Com’è nato questo incendio? Possibile che non si sappia ancora nulla sulle cause scatenanti?

Quali conseguenze può avere sulla salute delle persone e sulle coltivazioni della zona una nube tossica di quelle dimensioni?

Quando l'incendio era in corso, dov’erano la Protezione Civile e l’Ufficio Stampa dei territori interessati dalla nube ossia dei comuni di Cicciano, Comiziano, Tufino e Nola?

Perché dopo due giorni nessuna delle 4 amministrazioni locali si è premunita di avvertire i propri cittadini se ci sono o meno rischi per l’incolumità pubblica?"

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