Sindacalista denuncia: "Sono mesi che non posso vedere mia figlia"

L'ex moglie cubana del 44enne si è trasferita in Spagna nell'aprile del 2016, dopo il divorzio e da allora l'uomo, che ha denunciato il caso all'Interpol non vede la figlia di 8 anni. L'intervista a NapoliToday

Petrucci

Un padre, una madre, una figlia contesa. Interpol, fughe all’estero, un’accusa infamante risoltasi poi nel nulla. E’ la storia di Domenico Petrucci, 44 anni, di Casalnuovo, dirigente della Cgil che non vede sua figlia ormai da quasi un anno. E’ la primavera del 2016, quando la sua ex moglie, di origine sudamericana, ma con cittadinanza italiana (ottenuta dopo il matrimonio con il sindacalista), raggiunge la Spagna insieme alla piccola di otto anni.

E’ lo stesso Petrucci a raccontare la sua odissea.
“Mi sono sposato nel 2004. Nel 2008 è venuta alla luce mia figlia. Quattro anni dopo sono cominciati i problemi con la mia ex moglie. All’inizio si trattava di semplici screzi, poi la situazione si è fatta insostenibile e ha portato ad allontanarmi da casa. Inutili i tentativi di riappacificazione. Comunque riuscivo a vedere mia figlia spesso e per la sua stabilità, cercavamo di darle l’apparenza di un rapporto il quanto più possibile normale. A marzo del 2014, però, ho ricevuto dalla  mia ex moglie la richiesta per avviare le pratiche di rilascio del passaporto per nostra figlia. La cosa mi ha preoccupato perché ho pensato subito alla possibilità di una fuga. Di tutta risposta la mia ex moglie ha cambiato scuola alla bambina e non mi è stato possibile vederla per molti giorni”.

E’ la primavera del 2014 quando comincia il calvario giudiziario di Domenico.
“Ne sono venuto a conoscenza soltanto alcuni mesi dopo, quando sono stato ‘notiziato’ circa il fatto che a carico mio e di mio fratello, era stato aperto un procedimento presso il Tribunale bruniano. Un’accusa infamante, basata soltanto sulle parole della mia ex. Un’accusa che non ha trovato il minimo riscontro e che si è risolta con l’archiviazione nel 2016”.

Che era successo di preciso?  
“Nella primavera del 2014, dopo che avevo negato la firma per il rilascio del passaporto alla bimba, la mia ex moglie la conduce presso l’ospedale pediatrico Santobono, dove la piccola viene sottoposta a una visita: l’esito è negativo, i medici non trovano alcun riscontro a quanto affermato dalla madre. Ciononostante quest’ultima presenta denuncia nei confronti miei e di mio fratello. Si apre un procedimento presso la Procura di Nola, il calvario sarà lungo e tortuoso. E’ solo due anni dopo, nell’aprile del 2016, che si procede all’archiviazione. Nessun riscontro a supporto di quanto denunciato dalla mia ex moglie; c’è di più, mio fratello, all’epoca dei fatti contestatigli, si trovava in Inghilterra”.

Poi il trasferimento in Spagna.
“Sempre nella primavera dello scorso anno, la mia ex moglie, dalla quale nel frattempo mi ero separato legalmente, si allontana con mia figlia. Da allora solo il telefono ci ha idealmente uniti. Nei confronti della mia ex consorte c’è anche una denuncia depositata presso la Procura di Nola, per sottrazione internazionale di minorenne. Il caso è stato affidato all’Interpol  ed è stato pure prodotto un ricorso alla Convenzione dell’Aja, affinché si prenda in considerazione l’ipotesi di reato di rapimento. So dove si trova mia figlia, ma ho le mani legate. Lo so perché sono stato contattato dalla mia ex, che mi ha chiesto dei soldi. Qualsiasi tipo di manovra per riavvicinarmi materialmente alla bimba, deve però essere avviata con tutta la delicatezza del caso. Ho paura che una volta recatomi in Spagna, possa essere oggetto di un attacco da parte della madre di mia figlia e soprattutto temo che la bimba, nel frattempo che si risolva la vicenda, possa essere affidata a una casa famiglia o comunque che ci sia l’intervento dei servizi sociali iberici”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le ultime parole di Petrucci sono un appello.
“Credo che la mia ex moglie abbia agito per vendetta. Non so mossa da cosa. Avrei preferito che se la fosse presa con me, ma quello di cui mi ha accusato, mi ha segnato per la vita. Adesso chiedo giustizia, chiedo all’Interpol di indagare, nonostante sappia che il mio caso rappresenti ben poca cosa rispetto a quelli che di volta in volta affronta. Chiedo alle istituzioni italiane di supportarmi nella mia battaglia. Sono solo un padre che vuole riabbracciare sua figlia”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • De Magistris: "Se i contagi fossero stati concentrati al Sud ci avrebbero murati vivi"

  • Mobilità tra regioni, confermata la data del 3 giugno: in Campania si potrà arrivare da tutta Italia

  • Lutto nel mondo della canzone napoletana: addio a Nunzia Marra

  • Coronavirus, nuovo positivo a Napoli: i dati dell'Asl

  • Forti temporali in arrivo, la Protezione Civile dirama l'allerta meteo

  • Report su De Luca e sulla sanità in Campania: "Lo sceriffo si è fermato ad Eboli"

Torna su
NapoliToday è in caricamento