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Domenica, 28 Novembre 2021

Sentenza Noemi, la madre: "Oggi mia figlia ha avuto giustizia"

Il processo di secondo grado ha confermato la sentenza di triplice tentato omicidio con aggravante del metodo mafioso per Armando (16 anni e 8 mesi) e Antonio Del Re (14 anni). Sconto di pena per il primo dopo la confessione

"Oggi mia figlia ha avuto giustizia e insieme a lei tutta la Napoli per bene". E' esausta Tania Esposito, la madre della piccola Noemi, al termine di una giornata lunghissima che ha portato alla sentenza di secondo grado per la sparatoria di piazza Nazionale in cui la bimba, 4 anni all'epoca dei fatti, rimase ferita gravemente. Esausta ma soddisfatta per il risultato raggiunto. Una soddisfazione non scalfita dallo sconto di pena ricevuto dopo la confessione da Armando Del Re, colui che materialmente esplose i colpi di pistola, che passa da 18 a 16 anni e 8 mesi di reclusione. 

Sono 14 gli anni, invece, per l'altro imputato, Antonio Del Re, reo di aver fornito supporto logistico al raid che aveva come obiettivo Salvatore Nurcaro e che ha rischiato di stroncare la vita di Noemi e di sua nonna. Per il giudice si è trattato di triplice tentato omicidio, perpetrato con metodo mafioso. Ma se il primo dato era ritenuto scontato, non lo era altrettanto il secondo, quello dell'aggravante mafiosa.

"La difesa ha cercato di derubricare l'accaduto, spiegando che si era trattato di futili problemi personali e non di un movente camorristico - spiega l'avvocato della famiglia di Noemi, Felice Centineo - Ma non si imbastisce un raid di quelle proporzioni per semplici motivi personali e, infatti, la Corte non ci è cascata. Era prevedibile lo sconto di pena dopo la confessione ma ciò che conta è che la sentenza di primo grado è stata confermata nel suo impianto, compresa l'aggravante del metodo. Uno sconto lieve perché è stata una confessione incompleta e senza pentimento". 

Da oggi per Noemi, per mamma Tania, per papà Fabio, per nonna Immacolata, comincia una nuova vita. Sono passati due anni e mezzo da quel giorno. Era il 3 maggio 2019. Un tempo che la piccola ha trascorso più in ospedale che a casa, tra un intervento e l'altro per salvarle la vita prima e la schiena poi. Oggi, Noemi cammina con un busto e dovrà sottoporsi ad altri interventi. Ma oggi, Tania trova anche un motivo per sorridere: "Questa sentenza non era attesa solo da noi, ma anche da tutte le brave persone che ci sono state accanto in questi anni". 

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