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Strage di Castelvolturno, un videoclip ricorda le vittime

"No Heaven For Us" dei Kalifoo Ground Music System parla dei sei migranti uccisi il 18 settembre 2008. Gianluca Castaldi: "Il progetto è nato per far emergere la verità sulla vicenda frutto del caporalato"

Nelle scorse ore è stato presentato "No Heaven For Us" (Nessun Paradiso per noi), video realizzato dal gruppo rap italo-africano Kalifoo Ground Music System. La canzone che fa da tema al video parla della strage del 18 settembre 2008 a Castel Volturno, più nota come “Strage di San Gennaro”, in cui persero la vita sei persone ed una rimase gravemente ferita, ad opera della banda criminale al seguito di Giuseppe Setola, esponente di quel clan dei Casalesi di cui Roberto Saviano parla nella sua “Gomorra”. A perdere la vita sei migranti africani Francis Julius Kwame, Eric Affun Yeboa, Christopher Adams, Ababa El Hadji, Samuel Kwako e Alex Jeemes. Il giorno successivo alla strage furono in migliaia gli immigrati africani che invasero le strade della città per manifestare la rabbia e il dolore di tutta la comunità.

La presentazione si è svolta presso l’ex Canapificio (oggi centro sociale) e folta è stata la presenza di esponenti della comunità africana oltre che dei familiari delle vittime. Il video è stato mostrato ad un mese esatto dalla sentenza di primo grado della corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere che si chiude con 4 ergastoli e una condanna a ventitré anni per la strage dei ghanesi. Carcere a vita anche per Giuseppe Setola, il boss stragista della cosca dei Casalesi.

Gianluca Castaldi, uno dei cantanti dei Kalifoo ed ex padre comboniano, spiega che il progetto, realizzato proprio a Castel Volturno, è nato dall’esigenza di far emergere la verità sulla vicenda, passata attraverso i media come un regolamento di conti tra le fila della malavita per questioni di droga e non come una delle efferate conseguenze del fenomeno dello sfruttamento della manodopera (soprattutto quella dei migranti), fino quasi alla riduzione in schiavitù, noto come caporalato.

All’interno del testo della canzone (scritta come fosse una preghiera) sono molto significativi versi come “Padre nostro che sei nei cieli ascoltaci/Se è vero che se nei cieli, segui il mio consiglio, restaci/ Ieri, avrai sentito, sette morti di camorra e una rivolta di immigrati, e sui giornali solo merda” e “Caporalato assurdo al servizio dei potenti/ Fidati Dio padre, c’è una sola verità/ Li hanno uccisi quei ragazzi, però tanto tempo fa/ Prima in centri di accoglienza, decreto di espulsione/ poi qui a Castel Volturno, in mezzo a tanta emigrazione” che esprimono in pieno lo sdegno e il rammarico per una situazione insostenibilmente ingiusta e inumana, ma anche per la comunicazione distorta riguardo la tragedia.

Già nel 2009 “Kalifoo Ground” era stato il titolo di uno spettacolo (scritto e diretto da Erminia Sticchi) fatto di danza e musica, ispirato (e dedicato) proprio alla stessa strage di Castel Volturno . “Una docudanza ispirata a fatti realmente accaduti: “È lo sgomento, la frustrazione, la rabbia di popoli che fuggono dal Purgatorio della propria Terra per ritrovarsi nell'inferno dell'ignoranza di chi giudica un uomo dal colore della pelle”, aveva dichiarato la stessa Sticchi.

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