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No Dad contro Si Dad: rissa nel deserto

Tensione a Santa Lucia. Entrambi i gruppi si erano dati appuntamento per manifestare. Nonostante le pochissime adesioni da ambo le parti, un diverbio è sfociato in uno scontro fisico

 

A contare forze dell'ordine e operatori dell'informazione si raggiungeva un numero che era oltre il doppio dei manifestanti. Nonostante la ridottissima partecipazione a entrambi i cortei annunciati, i No Dad e i Si Dad sono arrivati allo scontro fisico. In una Santa Lucia semi-deserta è andato in scena la diatriba che va avanti dalla scosa primavera: riaprire o lasciare chiuse le scuole della Campania. Un dibattito che ha scatenato anche una piccola rissa tra una donna favorevole alla riapertura e un uomo che alimenta il fronte della didattica a distanza. Entrambi hanno accusato l'altro di aver dato il via alla breve colluttazione. Difficile stabilire di chi fosse effettivamente la responsabilità.

Alle ore 14.30, il movimento No Dad contava cinque partecipanti, quello dei Si Dad quattro. I primi hanno motivato la poca mobilitazione con la paura del contagio; i secondi con il fatto che non volevano creare assembramenti. Alla fine, il numero di coloro i quali si iscrivono al partito della riapertura delle strutture scolastica è salito fino a una ventina. 

"La Dad comporta discriminazioni sociali enormi. - ha spiegato Marcella Raiola, docente e No Dad - Noi chiadiamo che vengano fatti investimenti per riaprire la scuola nel più breve tempo possibile. Investimenti sulle strutture, sulle aule e sul corpo docenti che fino a oggi non sono stati fatti". 

Sul fronte opposto, Ferdinando Piciccio, portavoce del gruppo Facebook 'Salviamo i nostri figli', spiega le ragioni dei Si Dad: "in questo momento di pandemia è l'unico compromesso possibile e ha il merito di aver insegnato ai nostri ragazzi l'utilizzo del computer, mentre prima sapevano solo usare il cellulare e i videogame". 

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