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Neonato ricoverato, il gip: "Le ustioni non possono essere state causate da un bagno con acqua molto calda"

Sulla loro natura saranno gli accertamenti a fare luce

La Procura di Napoli vuole vederci chiaro. Lunedì il pubblico ministero Fabio De Cristoforo conferirà l'incarico per un accertamento medico-legale per verificare la causa, l'epoca ed i mezzi di produzione delle lesioni sul piccolo Vincenzino, il neonato ricoverato al Santobono con ustioni in varie parti del corpo, tra cui la testa, l'addome, l'inguine ed una guancia.

Gli accertamenti dovranno fare luce sulle cause delle ustioni sul corpo del neonato. Il gip ha escluso la possibilità accidentale delle lesioni che "non possono essere state causate da un bagno con acqua molto calda" (se così fosse sarebbero presenti anche sul dorso) ma sulla loro natura sarà la perizia a fare luce.

Istanza al Riesame

Intanto, dopo la convalida del fermo per entrambi i genitori del piccolo - C.B. di 47 anni, ed A. T., di 37 - i legali del padre del neonato, gli avvocati Fabio Della Corte e Giulia Esposito, hanno già presentato istanza al Tribunale del Riesame per rivalutare la posizione dell'indagato. L'udienza sarà fissata nei prossimi giorni. La madre del piccolo, invece, è ancora ricoverata nel reparto di Psichiatria dell'Ospedale del Mare. 

La ricostruzione

Sono queste le ultimissme novità sull'orrore di via Diaz a Portici. I due genitori sono accusati di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed abbandono di minore. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era stato il padre del piccolo ad avvisare i carabinieri. La coppia, sebbene avesse una relazione stabile da circa 6 anni con altri due figli (collocati in una casa famiglia in Calabria), non viveva insieme. Bocchetti si recava presso l'abitazione dove viveva Terracciano per aiutarla dopo che lei, in seguito ad una crisi psichica, aveva deciso di non volerlo in casa: "aveva delle allucinazioni dicendo di vedere i demoni", ha confermato il 47enne agli inquirenti. 

Comunque sia, secondo il racconto di Bocchetti, il 12 marzo aveva aiutato la donna a partorire consigliandole di recarsi in ospedale ma la donna rifiutava. Solo durante la visita del 16, approfittando di un momento di distrazione di Terracciano che era "protettiva nei confronti del bambino", notò le ferite andando nel panico ed allertando i carabinieri.

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