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Luigi Cesaro, Ansa

Luigi Cesaro, Ansa

Inchiesta Antemio: i presunti rapporti tra i fratelli Cesaro e il clan Puca

Secondo gli inquirenti, Luigi Cesaro era "interlocutore e interfaccia nei rapporti tra il clan e la politica locale", mentre gli altri tre fratelli del senatore condividevano con i Puca gli introiti di "Igea" e de "Il Molino"

Il senatore di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, insieme al fratello Antimo, sarebbe stato "interlocutore e interfaccia nei rapporti tra il clan Puca e la politica locale" a Sant'Antimo, dal 2007 in poi. È quanto è emerso – secondo gli investigatori – nell'inchiesta della Dda di Napoli denominata "Antemio", che ha portato oggi all'esecuzione di 59 ordinanza di custodia cautelare. Nell'ambito della medesima operazione è stato oggi condotto in carcere Antimo Cesaro, mentre gli altri due fratelli Aniello e Raffaele sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

I Cesaro avrebbero concordato con i clan – in particolare con Pasquale Puca, Lorenzo Puca e, più di recente, con Francesco Di Lorenzo – le liste dei candidati, questo "urbando il regolare svolgimento delle competizioni elettorali" e "finanziando in tutto o in parte le attività illecite di compravendita di voti, favorendo l'attribuzione degli incarichi di governo della città di Sant'Antimo a soggetti prescelti dal clan, attribuendo incarichi dirigenziali in seno ad uffici nevralgici dell'ente locale a soggetti indicati dai predetti esponenti camorristici". Il tutto ottenendo "in cambio l'appoggio del clan Puca nel corso delle varie competizioni elettorali e, per le elezioni tenutesi nel giugno 2017, anche quello dei clan Verde e Ranucci a cui Di Lorenzo pure si rivolgeva per assicurare l'esito favorevole".

Nei riguardi di Luigi Cesaro è stata avanzata una richiesta di custodia cautelare in carcere. Al riguardo però il Gip di Napoli ritiene – come si legge nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari eseguite oggi – "imprescindibile dover posticipare ogni decisione all'esito della procedura già avanzata dal pm con istanza del 24 settembre 2019, ritenendo le intercettazioni 'casualmente' registrate, ove uno degli interlocutori è risultato essere Luigi Cesaro, necessarie e indispensabili per potere compiere qualsivoglia decisione a suo carico".

Igea e Il Molino al centro del presunto sodalizio

Dalle carte della Procura emerge anche l'ipotesi degli inquirenti di un consolidato e datato rapporto tra la famiglia Cesaro e il clan Puca, rapporto fatto di interessi della cosca nel centro polidiagnostico "Igea" e nella galleria commerciale "Il Molino". Le due società – secondo gli investigatori – sarebbero di fatto appartenenti ai Cesaro, formali titolari, e al capoclan Pasquale Puca, detto Pasqualino 'o minorenne.

A ricevere la parte di denaro proveniente dalle due attività dovuta al clan, era per gli investigatori la madre di Pasquale Puca, raggiunta da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per ricettazione aggravata dalla finalità mafiosa.

A screzi tra le due "anime" della proprietà si deve peraltro, secondo la Procura, l'attentato dinamitardo avvenuto presso il centro diagnostico Igea il 7 giugno 2014, così come l'esplosione di cinque colpi di pistola all'indirizzo dell'auto di Aniello Cesaro, in sosta in un autolavaggio, il 10 ottobre 2015.

La replica di Luigi Cesaro

“Sono esterrefatto nell’apprendere da notizie di stampa il mio presunto coinvolgimento in pratiche di raccolta del consenso non regolari e addirittura oggetto di ipotizzato accordo con ambienti riconducibili a consorterie criminali. Nel corso della mia lunga e diversificata esperienza politica ed istituzionale mi sono più volte cimentato in campagne elettorali, da quelle europee a quelle nazionali, provinciali e comunali: sempre il consenso sulla mia persona è stato raccolto in modo assolutamente trasparente ed i suffragi ricevuti sono stati frutto esclusivamente del mio impegno a sostegno delle nostre comunità e della mia nota disponibilità nei confronti dei cittadini.  Sono perciò convinto che l’approfondimento dei fatti e l’attenta valutazione delle circostanze in questione permetteranno alla verità di emergere e, come già accaduto nelle precedenti contestazioni che mio malgrado mi hanno coinvolto, i fatti si incaricheranno dì dimostrare la mia assoluta estraneità a qualsiasi addebito. Ed è perciò che con animo assolutamente sereno affronterò anche questa ulteriore prova”. Lo afferma Luigi Cesaro, senatore di Forza Italia.

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