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Via San Biagio dei Librai, il cuore d'oro dei bancarellai

Da anni l'associazione di bancarellai "La bella Napoli", fa beneficenza con i proventi del mercato natalizio. L'unica richiesta è più sicurezza.

Panni oro e rossi stesi sui tavoli di legno, tende e coperture tutte uguali, via San Biagio dei librai si presenta vestita a festa, pronta ad accogliere napoletani e turisti per lo shopping di Natale. Sono tre le associazioni di bancarellai che rendono colorata e festosa la via, una in particolare, "La bella Napoli", rappresenta il cuore buono e solidale di Napoli. Da quando si è costituita l'associazione, ogni anno i bancarellai de "La bella Napoli" devolvono in beneficenza parte dell'incasso ottenuto nel periodo natalizio.

"L'anno scorso abbiamo sostenuto i terremotati di Amatrice", racconta Raffaella Di Napoli, presidentessa dell'associazione, "quest'anno regaleremo la spesa di Natale a una famiglia povera e poi a Pasqua faremo una donazione per i bambini oncologici. A Natale se ne ricordano tutti ma a Pasqua, spesso, i bambini restano soli".

Raffaella è attenta a tutto quello  he succede a via San Biagio dei librai e si preoccupa per tutti. "C'è una buca grande quanto il piede di un bambino all'inizio della strada, verso piazzetta Nilo", spiega la presidentessa de "La bella Napoli", mi preoccupa che qualcuno possa farsi male, soprattutto nei prossimi giorni, perché più ci si avvicina all'8 dicembre più aumentano i turisti". 

"Mi piacerebbe se ci fossero più controlli", confida Raffaella Di Napoli, "noi siamo in regola con le concessioni e le dimensioni dei banchi e abbiamo il permesso di lavorare su strada dal 7 novembre al 10 gennaio ma a volte capita che qualcuno non autorizzato si sistemi sulla strada, con merci che non rispecchiano lo spirito di questo mercato. Inoltre le telecamere di sicurezza della zona non funzionano e di notte soprattutto si assiste a scippi, rapine e spaccio di droga". Sono in molti a denunciare che ormai vico del Fico del Purgatorio ad Arco è "un cimitero di borse", dove gli scippatori si liberano di ciò che non gli serve. Alla chiusura dei negozi il decumano diventa più pericoloso e infido da percorrere, l'unica richiesta da parte dei bancarellai è una maggiore sicurezza.

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