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Nasce la “rete antiviolenza contro gli abusi sulle donne”

Dopo un anno di lavoro è stato firmato proprio oggi, nella “Giornata internazionale in difesa delle donne”, il protocollo d’intesa che istituisce la rete antiviolenza in difesa delle donne, ma non solo, infatti anche i minori saranno interessati dal progetto

L'assessore Valeria Valente insieme al Sindaco ha aperto l’incontro. “Dopo un anno di lavoro e di riunioni finalmente siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo”.

Tante le istituzioni presenti, da quelle ospedaliere con l’ usl Napoli 1 e l’azienda Cardarelli, al tribunale dei minori, al tribunale di Napoli, all’università, alle forze di Polizia.

Forte anche la presenza dell’associazionismo femminile e delle scuole che, dice il sindaco “ sono le uniche forze attraverso le quali si possono ottenere dei risultati concreti poichè vivono nel tessuto sociale e ne fanno parte, troppe volte ci si illude di poter risolvere i problemi solo con la legge, dimenticandosi di aiutare concretamente i cittadini”.

Quella a cui si da il benvenuto stamattina è una nuova rete di assistenza che attraverso la prevenzione ma anche l’immediato soccorso delle vittime interessate, cercherà di stringere attorno a se il tessuto sociale più a rischio. La campania non risulta essere una regione ad alta diffusione del fenomeno ma non bisogna dimenticare i dati sommersi, quelle donne e quei i bambini che vivono nascosti e in silenzio nella paura, perché la violenza non è mai solo fisica, specialmente nei casi di violenza familiare, si parla soprattutto di violenza psicologica.

E allora aiutare le donne a liberarsi dalla trappola e aiutare i bambini ad immaginare che sia possibile vivere i rapporti senza la violenza diventa una battaglia che deve essere portata avanti da tutti, e oggi il primo mattone è stato posato.

“La violenza è prima di tutto un fattore culturale” continua il sindaco “la civiltà di un paese si legge proprio da come la comunità vive i rapporti, ed è per questo che punteremo su questa rete per aiutare le donne e sulle scuole per formare i giovani”.

Da un anno infatti alcune scuole portano avanti un progetto di “educazione sentimentale”, mirato a distruggere gli stereotipi malsani ormai dilaganti e per mostrare ai ragazzi che un altro modo di rapportarsi e di vivere le relazioni, è possibile.

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