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Napoli zona rossa, in piazza la "Babele" della protesta

Dagli ambulanti alle reti sociali, dai lavoratori ai comitati civici: tutti in strada per chiedere a Governo e Regione aiuti economici immediati e investimenti sulla Sanità

 

Mentre un elicottero sorvola tutto il centro di Napoli, in piazza Plebiscito, a Santa Lucia e sul Lungomare scende strada la "Babele" della protesta. Ambulanti, reti sociali, disoccupati, associazioni, comitati civici, lavoratori hanno chiesto a gran voce aiuti economici e investimenti per la Sanità. Lo fanno nelle stesse ore in cui trovano conferme le voci del passaggio della Campania da zona gialla a zona rossa. Un provvedimento che, per molti, significherà chisura delle attività, perdita del lavoro cassa integrazione. C'è chi, come i mercatali, chedono l'abbattimento delle tasse. Altri, come gli operatori di sagre e fiere che, ufficilamente, sarebbero operativi ma che, di fatto, con le manifestazioni di piazza proibite non lavorano da febbraio. 

Le reti sociali della città chiedono al governo una patrimoniale per avere soldi da erogare nel giro di pochi mesi, mentre c'è anche chi ricorda che i diversamente abili e chi soffre di autismo hanno visto ridurre drasticamente l'assistenza socio-sanitaria. Sullo sfondo della Babele della protesta, uno schieramento imponente di forze dell'ordine che presidiano piazza del Plebiscito e Santa Lucia in assetto anti-sommossa, con idranti e mezzi blindati pronti a intervenire. Ma non ce n'è bisogno. La violenza degli scontri del 23 ottobre hanno lasciato spazio solo alla disperazione.  

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