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Cronaca

Napoli penultima per qualità della vita, Erri De Luca la difende: polemiche

"Non sono obbiettivo, sono di parte, e di parte lesa. Difendo quel mio posto d'origine a costo pagato di avere torto". Lanzetta dissente e, in risposta, fa nomi e cognomi di chi abbassa la qualità di vita

Napoli penultima, secondo la classifica comparsa sul Corriere della Sera, per qualità della vita.

Non è la prima volta che la città all'ombra del Vesuvio fa parlare di sé per 'piazzamenti' tanto sconfortanti e già due anni fa lo scrittore napoletano, Erri De Luca, la difendeva con queste parole (che, per altro, oggi riconferma):
"Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare".

Parole d'amore per Napoli, di strenua difesa per la sua città natale (anche se non ci abita più da moltissimi anni), che, sul suo profilo di facebook, De Luca spiega così, rispondendo ad uno dei tanti post lasciati dai fan (spaccati a metà tra 'pro' e 'contro'): "La mia su di lei, la città, la ho scritta in "Napòlide". Fuori di quel libro, reagisco da avvocato difensore ogni volta che mi viene chiesto un commento a saldo di qualche presunta o certa malefatta. Non sono obbiettivo, sono di parte, e di parte lesa. Non chiedo i danni ma mi oppongo a tutti i Vostroonore delle statistiche, che pretendono di tirare somme niente di meno che sulla vita altrui. Ho ricevuto proteste di chi a Napoli rivendica il diritto all'ultimo posto, come premio di consolazione del sacrificio di viverci. Fa parte del carattere del luogo la denigrazione, la conosco non la pratico. Me la proibì mia madre, napoletana costretta a vivere lontana dal paese suo. Me la censuro e in omaggio a lei difendo quel mio posto d'origine a costo pagato di avere torto".

Il dibattito 'on line' continua, interessa, coinvolge napoletani e non. Un dibattito su una città attanagliata da mille mali, mille difficoltà e mille inadeguatezze. Una città che per chi la vive quotidianamente può diventare un inferno, nonostante per bellezza eguagli il paradiso: dal trasporto pubblico che funziona sempre meno allo spaventoso aumento della mortalità per tumore dovuta all'inquinamento ambientale causato dal dramma dello sversamento abusivo di materiale nocivo industriale e dai roghi tossici, dalle guerre di camorra che opprimono il territorio e lo macchiano troppo del sangue di innocenti alle fabbriche che chiudono sotto il ricatto di impreditori-padroni. Ma non si tratta solo di questo, è il gesto quotidiano che diventa faticoso, è quello che in altre città è scontato e persino banale che qui diventa lusso, privilegio invece che diritto. E il peggio è che ci stiamo rassegnando a considerarlo un privilegio, a chiedere il ' favore' invece che pretendere quel che è giusto e che dovrebbe essere accessibile a tutti. Eppure le parole dello scrittore partenopeo, che a tanti hanno fatto rabbia e che ha spinto a dire 'si fa presto a dire che Napoli è bella se non ci vivi', hanno la poesia dell'ultimo atto di difesa per una 'madre' molto amata, ad ogni costo, ad ogni prezzo. Un prezzo davvero caro, ogni giorno di più.

Ad un'altra partecipante alla discussione, che scrive una lettera a De Luca, lo scrittore risponde con un post che già dall'incipit dice moltissimo "grazie della sua lettera R., non sono dottore, sono rimasto allievo, anche molto ripetente, e quanto alla classifica sulla qualità della vita stilata su parametri arbitrari mi sento di difendere quella del mio posto di origine. Certo ci si muove meglio in città che non hanno il mare e che possono scavare nelle loro viscere senza trovare una decina di civiltà stratificate sotto, certo si poteva fare quella metropolitana del mare intuita da un urbanista giapponese trent'anni fa, ma se ammucchio tutte le scomodità lamentate dai cittadini, non fanno contrappeso al tasso dei suicidi delle città con presunta alta qualità della vita. E poi c'entra l'amore anzi l'ammore per un luogo e spero che lei ne abbia più di me, erri"

E poi de Luca scrive una frase che il poeta Izet Sarajlic pronunciò per Sarajevo: "Tutte le volte che la mia città avrà bisogno di una parola buona, io ci sarò". Anche io, conclude lo scrittore.

Ma la discussione e le parole dell'autore de 'Il Torto del Soldato' non hanno interessato solo cittadini e navigatori di internet, anche altri scrittori hanno voluto rispondere alla parole di De Luca.

Peppe Lanzetta, come riferisce Natascia Festa del Corriere de Mezzogiorno, risponde (dissentendo) con una lettera che ricalca le stesse modalità di quelle di Erri De Luca, facendo persino nomi e cognomi di quanti ritenuti 'colpevoli' di abbassare la qualità della vita a Napoli: "Caro Erri - scrive Lanzetta - leggo la tua dichiarazione per Napoli, ma mi dispiace dissentire. Considero qualità della vita 2 ragazzi su un motorino che scippando un rolex uccidono un turista, considero qualità della vita la Vanella Grassi a Secondigliano, considero qualità della vita la morte di Lino Romano ucciso innocentemente, considero qualità della vita la morte di Silvia Ruotolo, considero qualità della vita la morte del ragazzo pizzaiolo a calata Capodichino, considero qualità della vita la morte di Gelsomina Verde, considero qualità della vita l'ex presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, considero qualità della vita il manto stradale completamente divelto in via Toledo già via Roma, un tempo la passeggiata dei Napoletani che scendevano dai paesi e che ora in un sabato sera di pioggia rassomiglia a Baghdad, considero qualità della vita le biciclette disegnate per terra lungo i marciapiedi per indicare una pista ciclabile che nessuno si sognerà mai di percorrere, considero qualità della vita lo smarrimento negli occhi dei ragazzi del lotto zero di Ponticelli nelle sere bugiarde e assassine. Considero qualità della vita la linea uno della metropolitana allagata al primo temporale, considero qualità della vita l'odiosa ZTL che impedisce ai Napoletani di esprimere la loro storica anarchia imbavagliandola in percorsi studiati da qualcuno che si capisce che di Napoli non ha capito niente, considero qualità della vita la coppa America, l'hotel Romeo, l'ex assessore Cardillo, l'ex funzionario del comune di Napoli tale signor Buono che rubava a man bassa, considero qualità della vita i finti ciechi, i finti zoppi, i finti sciancati, le loro vere pensioni di accompagnamento, considero qualità della vita piazza Garibaldi che senza nulla togliere rassomiglia a Soweto o a i bordelli di Luanda, considero qualità della vita i campi rom a viale Umberto Maddalena appena di fronte all'aeroporto, considero qualità della vita visitare Napoli di tanto in tanto e farsi stordire dalla pizza e dal caffè".

Due posizioni in totale disaccordo? Sì, senza dubbio. Eppure, forse, in qualche modo anche complementari.

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