Cronaca San Ferdinando / Via Partenope

"Amare è un diritto umano": tutti i colori del Napoli Campania Pride 2013

Migliaia in corteo, in testa de Magistris e assessori. Splendida testimonial Isa Danieli. Una giornata che rompe gli schemi con ironia affinché quei diritti che dovrebbero essere di tutti non siano solo privilegio di alcuni

Napoli Campania Pride 2013 @V. Graniero/Napolitoday

'Amare è un diritto di tutti', si legge su uno dei cartelli tra le centinaia che hanno sfilato per il centro storico in un corteo festoso e dai mille colori. La firma è quella di Amnesty International, una delle tante organizzazioni umanitarie che ha partecipato al Napoli Campania Pride 2013. E l'amore come diritto universale, inalienabile, incalpestabile è (o almeno dovrebbe essere) davvero un principio fondamentale, un valore universalmente condiviso e riconosciuto a tutte le persone, indistintamente.

Partendo da questo principio fondante e fondamentale si è svolto ieri il partecipatissimo gay pride partenopeo che ha travolto la città con la sua festa e soprattutto con la sua ironia. Una marea umana fatta di gente di ogni età (comprese numerose famiglie con bambini), accompagnata dalla musica e dalla voce degli speaker di radio Kiss Kiss, che ha riempito il centro storico di Napoli di colori e che, al tramonto, è giunta sul lungomare: un effetto straordinario quello della folla in festa che si riversa su via Partenope, percorrendo via Cesario Console e andando incontro ad un mare calmo e di un azzurro intenso, specchio di un cielo apertosi dopo qualche goccia di pioggia.

Alla testa del corteo, dalla partenza a Piazza Cavour fino all'arrivo a via Partenope, il sindaco Luigi de Magistris e  i suoi assessori (tra i quali Sodano, Coccia e Tommasielli), ai quali si è unita, una volta giunti sul lungomare, l'attrice Isa Danieli, splendida testimonial d'eccezione di questa edizione 2013 del Pride. Bello e intenso anche lo spot dedicato all'iniziativa, girato alla stazione 'Toledo' della Metropolitana e che ha visto protagonisti gli attori Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo. Il primo cittadino napoletano si è detto "molto felice di essere al gay pride" ed ha aggiunto "questa amministrazione è una unica cosa con quanti portano avanti la battaglia per i diritti civili. L'unica unione che riconosco è quella dell'amore. L'Italia non è ancora un paese pienamente democratico e laico, come dimostra il ritardo del parlamento, il quale continua a non legiferare in merito alle coppie di fatto".

Una giornata di festa, una ironica provocazione per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo una questione importatissima: quella del riconoscimento dei diritti per tutti, in nome di quell'uguaglianza che fonda la nostra carta costituzionale e, ancora prima, di quei principi che sono universalmente riconosciuti come appartenenti ad ognuno. Una battaglia ancora lunga, in una nazione (e in un mondo) che alza barriere e vive di ingiustificabili disparità tra cittadini. La città di Napoli, ancora una volta, ha risposto con entusiasmo e partecipazione. Qualcuno borbotta che si tratta solo di una 'carnevalata', nel senso dispregiativo di una 'pagliacciata'. Ebbene il pride è sì un carnevale, ma inteso nel suo senso originario di travestimento, di quel mascheramento che abbatte le convenzioni sociali, della rottura ironica di quegli schemi che ci ingabbiano in categorie preassegnate e ci inducono a credere che esista una 'normalità' nell'amore a cui tutti dovremmo uniformarci. Ma l'amore, frutto di libera scelta, è 'un diritto umano' e quelli che dovrebbero essere i diritti di tutti non possono continuare ad essere il privilegio di alcuni.

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