Napoletani scomparsi in Messico: primi segnali dopo promessa di ricompensa

Ad annunciarlo è stato l'avvocato delle famiglie Russo e Cimmino, Luigi Ferrandino, durante una conferenza stampa

Arrivano timidi segnali incoraggianti riguardanti la vicenda che coinvolge i tre italiani rapiti in Messico. Dopo la promessa di una ricompensa a chi fornisse indicazioni utili al loro ritrovamento, sono arrivate le prime segnalazioni che potrebbero segnare una svolta nelle ricerche. A renderlo noto è stato il legale delle famiglie Russo e Cimmino, Luigi Ferrandino, nel corso di una conferenza stampa insieme ad alcuni familiari di Antonio e Raffaele Russo, e di Vincenzo Cimmino.

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«Sta già producendo i suoi frutti: sono arrivate prime notizie, da verificare ovviamente, ma qualcosa si muove. Il Ministero invii sul posto investigatori italiani oppure, se già ci sono, ci faccia giungere rassicurazioni». Queste le parole del legale che ha poi lanciato un'altra idea al governo messicano: «Propongano anche loro, così come abbiamo fatto noi, una ricompensa». Ammonta a due milioni di pesos la cifra offerta dalle famiglie per le informazioni sui loro cari.

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