Napoletani scomparsi in Messico, ricompensa di 130mila euro per chi fornisce informazioni

I familiari di Raffaele, Antonio e Vincenzo cercano disperatamente i propri cari, scomparsi nello stato di Jalisco dallo scorso 31 gennaio. Francesco Russo: "Gli inquirenti ignorano anche le mie telefonate"

I familiari di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi in Messico dal 31 gennaio, hanno deciso di aumentare la ricompensa per coloro che riescono a fornire informazioni utili. Ricordiamo che i tre sono irreperibili dal 31 gennaio, quando nel comune di Tecalitlan, nello stato messicano di Jalisco, furono portati via da tre poliziotti municipali che confessarono poi di averli ceduti (per 43 euro) a una banda armata collegata al cartello CJNG, un clan di narcotrafficanti spietati. Le famiglie hanno deciso di innalzare la ricompensa da 2 a 3 milioni di pesos, cioè da circa 85mila euro a quasi 130mila. 

A un giornale messicano Francesco Russo, figlio di Raffaele, riferisce: "Stiamo aumentando la ricompensa per vedere se qualcuno ci aiuta con le informazioni, perché le autorità ci hanno abbandonato e le indagini si sono fermate. Ogni volta che faccio una telefonata all'ufficio del pubblico ministero non mi passano il servizio scomparsi".

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