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Museo Madre: 5 giorni per pagare Enel, si rischia la chiusura

Il Madre di Napoli ha ricevuto da Enel Energia un preavviso di distacco della fornitura elettrica, che concede 5 giorni di tempo per provvedere al pagamento delle utenze arretrate

La chiusura del Museo Madre potrebbe avvenire tra cinque giorni: il limite di tempo per pagare la bolletta della luce. Sembra assurdo, ma secondo quanto rende noto un comunicato dell'ufficio stampa del museo, il Madre ha ricevuto da Enel Energia, tramite raccomandata, un preavviso di distacco della fornitura elettrica, che concede 5 giorni di tempo per provvedere al pagamento delle utenze arretrate. Passati questi, si arriverà all'inevitabile chiusura del museo.

L'ufficio stampa evidenzia che "la Fondazione Donnaregina, com'é noto, non ha più la possibilità di far fronte ad alcun pagamento, tant'é che i suoi stessi impiegati sono senza stipendio dal mese d'agosto". "Tale situazione - si evidenzia - è il triste epilogo della mancata liquidazione dei fondi spettanti al museo da parte della Regione Campania, da tre mesi informata anche del rischio di sospensione della fornitura elettrica, paventato dal gestore del museo Scabec. Esattamente dal 22 giugno 2010, quando con una lettera indirizzata al presidente Caldoro, al vice-presidente e assessore ai Beni Culturali Giuseppe De Mita, e all'assessore all'istruzione con delega alla Promozione Culturale Musei e Biblioteche, Caterina Miraglia, il direttore del Madre Eduardo Cicelyn sollecitava un rapido intervento al fine di evitare il peggio". Nella lettera si ricordava che "la sospensione della fornitura di energia elettrica, oltre all'evidente impossibilità di garantire l'apertura delle sale al pubblico, avrebbe determinato l'interruzione della videosorveglianza e un deficit di climatizzazione estremamente pericoloso e non consentito dagli standard museali internazionali, con il rischio di provocare danni irreparabili a quadri, sculture e installazioni di significativo valore non solo culturale, ma anche economico peraltro provenienti in gran parte da collezioni pubbliche e private europee e americane".

Nelle sale del museo Madre al momento sono esposte opere d'arte del valore assicurativo pari a 65.358.083 euro. "Cercheremo ogni via d'uscita alternativa. Abbiamo tra l'altro già contattato il San Paolo-Banco Napoli per verificare se sia possibile l'erogazione di un ulteriore affidamento bancario a favore della Fondazione che, com'é noto, dispone di crediti già documentati per circa 8 milioni di euro. Ma se questo non accadrà e se l'Enel non ci concederà l'ennesima proroga - annunciano dal Madre - sabato prossimo le luci di via Settembrini si spegneranno non solo simbolicamente, molti giovani e qualificati dipendenti perderanno l'impiego e non ci sarà più né vita né arte a via Settembrini nel palazzo Donnaregina. Ci si domanda quindi: che cosa farà ora la Regione Campania per il 'suo' museo d'arte contemporanea? Ormai noi tutti, dirigenti, funzionari, staff, assistenti di sala, vigilanti, manutentori, pulitori e gli altri lavoratori del Madre non abbiamo più gli strumenti per andare avanti. Chi ha la possibilità e la responsabilità faccia i passi necessari per affrontare e risolvere una crisi artificiosamente creata, ma ormai drammaticamente reale".
 

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