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A Napoli il Museo delle torture: un tour nella crudeltà umana del passato

La collezione comprende pezzi rari risalenti al XVI - XVII - XVIII sec. o ricostruzioni filologiche del tardo Ottocento e Novecento di originali ed introvabili strumenti

Pieno centro storico, vico Santa Luciella ai Librai. È qui che, tutti i giorni dalle 10 alle 19, è possibile visitare il "Museo delle torture" per fare un salto nel passato. Su due piani, l'esposizione permanente di circa sessanta attrezzi di martirio a partire dal Quattrocento fino all’era contemporanea.

La collezione, esposta per la prima volta ad Ischia presso il Castello Aragonese, comprende pezzi rari risalenti al XVI - XVII - XVIII sec. o ricostruzioni filologiche del tardo Ottocento e Novecento di antichi ed introvabili strumenti molto conosciuti ed altri meno noti e sofisticati.

Anche il sotterraneo non delude: una gabbia della morte, i cavalletti schiacciatesticoli, un banco con rulli chiodati. Un museo che, appare evidente, si pone come punto di riferimento per i cultori del passato ed ha come obiettivo dare visibilità alle varie espressioni di tortura del medioevo.

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