Sabato, 23 Ottobre 2021

Il Tar boccia il murale di Ugo Russo. La famiglia: "Speculazioni politiche"

Il Comitato Verità e giustizia annuncia il ricorso al Consiglio di Stato: "Questa sentenza mette a rischio l'intero patrimonio murale della città. Dopo 18 mesi ancora nessuna notizia del processo sui fatti che hanno portato alla morte del giovane"

Il murale dedicato a Ugo Russo in piazzetta Parrocchiella a S. Maria Ognibene va elminato. Lo ha stabilito la sentenza del Tar. "Se c'è una sentenza noi la rispetteremo - afferma Enzo Russo, padre del ragazzo minorenne ucciso dai colpi esplosi da un carabiniere in seguito a una rapina - Quello che noi familiari non riusciamo a sopportare è la speculazione politica di certi personaggi che per racimolare qualche voto marciano su una tragedia. Intanto, ancora non conosciamo la erità su quella notte". 

La sentenza del Tar non si avvicina al dibattito scatenato nella città di Napoli tra chi ritiene Ugo una vittima e chi un criminale che se l'è cercata. E' stato diciarato illegittimo per motivi urbanistici. Vince la linea del Comune, quindi, secondo cui non è possibile realizzare murales su palazzi precedenti al 1945.

Una linea pericolosa, però, come spiega Alfonso De Vito del Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo: "In questo modo, tutto il patrimonio di street art del centro storico è messo a rischio, perché sono pochissimi i palazzi successivi al '45". 

Il Comitato annuncia il ricorso : "Andremo al Consiglio di Stato, questo murale è un simbolo anche per i ragazzi del quartiere che hanno partecipato alla realizzazione. Quest'opera ci ricorda che dopo un anno e mezzo non c'è ancora un rinvio a giudizio o una data di inizio del processo. Ugo doveva fare i conti con il suo gesto, ma certamente non doveva morire. Per noi è stato ucciso. 

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