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L'artista spagnola Mandragora, autrice del murale alle sue spalle (Ansa)

L'artista spagnola Mandragora, autrice del murale alle sue spalle (Ansa)

Contro la rimozione del murale, il Comitato Verità e giustizia per Ugo Russo: "Censura politica"

Il Comune prepara un'ordinanza per la rimozione dell'opera di Leticia Mandragora ai Quartieri Spagnoli, ma il Comitato non ci sta: le ragioni

"Una censura politica, non la si travesta di cavilli e ipocrisie". È in questi termini che il 'Comitato Verità e giustizia per Ugo Russo' parla dell'ordinanza – per ora solo annunciata – dell'amministrazione comunale che predisporrebbe la rimozione del murale dedicato al ragazzo in piazza Parrocchiella Santa Maria Ognibene, nei Quartieri Spagnoli. Palazzo San Giacomo si è detto disponibile ad un lavoro comune per una nuova opera "che non si presti a interpretazioni sbagliate", ma il Comitato non accetta un avvicinamento che ritiene non sufficiente.

Ugo Russo aveva 15 anni quando venne ucciso da un carabiniere, l'1 marzo 2020, mentre tentava una rapina.

Secondo il 'Comitato Verità e giustizia per Ugo Russo' è "incomprensibile" l'affermazione secondo cui "il murales non è autorizzato: è realizzato sulla facciata di un palazzo privato non vincolato con l'autorizzazione scritta del condominio. Molti giorni prima di realizzarlo abbiamo seguito tutte le procedure previste, facendone comunicazione formale alla II Municipalità, alla Polizia Municipale e al Commissariato di polizia. Nessuno di questi enti ha ritenuto di dover porre obiezioni".

È inoltre "ipocrita e grottesco parlare di 'decoro' in piazza Parrocchiella ai Quartieri Spagnoli, tra palazzi dissestati anche di proprietà comunale, muri totalmente scrostati, impalcature perenni, assenza di strutture sociali pubbliche, discariche con l'amianto restate in strada anche due anni malgrado le petizioni raccolte, sprofondamenti del manto stradale a causa delle rotture nelle tubature dell'acqua. L'unica novità negli ultimi anni è il murales di Ugo che ha impedito l'accumulo su quel lato della piazza di sversamenti abusivi con incendi continui che arrivavano fino ai piani delle case. Dobbiamo dedurre che quando parla di 'ripristino dello stato dei luoghi', il Comune di Napoli intenda questo".

Il Comitato ribadisce che "la scritta a caratteri cubitali recita 'verità e giustizia', valori che appartengono alla Costituzione della Repubblica. Altri significati appartengono evidentemente al campo di interpretazioni soggettive e discrezionali, alcune delle quali per quanto ci riguarda sono totalmente pretestuose, venissero pure da alte cariche istituzionali. Capiamo che magari non sia facile mettere la propria firma, motivandola sul piano dei contenuti civici, su un'ordinanza di censura di un murales che chiede semplicemente giustizia per la morte di un ragazzo di 15 anni mentre la persona che ha sparato è formalmente indagata per omicidio volontario, ma sarebbe almeno più onesto".

Il Comune contro i murales per Ugo Russo e Luigi Caiafa

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